Succede…

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Ci sono periodi in cui senti che la vita ti mette a dura prova. Periodi in cui ti stai domandando tanti perché e non sai più come colmare i vuoti. E così, ti aggrappi, ti lasci attrarre e rubi come una gazza ladra ogni piccolo spiraglio di luce. Lo rubi e custodisci con premura nel tuo cuore. Poi continui andare avanti in questo modo, sperando che arrivi il giorno in cui i tuoi vuoti saranno stati riempiti.
Ci speri… ti illudi… sbagli.
Sei fragile, vulnerabile, commetti errori…
Sbagli una volta, due, poi ci ricaschi ancora… e continui a chiederti il perché.
Sbagli… ma, cos’è uno sbaglio? Chi decide ciò che è giusto o sbagliato? A cosa facciamo riferimento per capirlo? Forse a dei valori inculcati da sempre dentro di noi…
Troppe domande, troppi pensieri.
A volte si dovrebbe vivere e basta. Forse sbagliato è sentirci così e negarci piccole gioie che ci rendono felici, soltanto perché abbiamo paura. E, forse le uniche domande giuste da fare sarebbero: “Cosa voglio veramente?”, “Cosa mi rende felice?”.

Ben venga il caos, perché l’ordine non ha funzionato.
– Charles Bukowsky –

Pensiero e proposito

Fino a quando il pensiero e il proposito non saranno uniti non si conseguirà nulla di efficace. La maggior parte delle persone lascia che la barca del pensiero vada alla deriva nell’oceano della vita. Coloro che non hanno un obiettivo nella vita cadono facilmente preda delle più meschine delle preoccupazioni, dei problemi e della autocommiserazione, tutte spie di debolezze che conducono al fallimento, all’infelicità e alla perdita. Poiché in un universo potente, in continua evoluzione, la debolezza ha vita breve ognuno di noi dovrebbe avere nel cuore un traguardo e prefiggersi di raggiungerlo. Dovrebbe rendere tale scopo il fulcro centrale dei suoi pensieri. Tale traguardo può assumere la forma di un ideale spirituale o può essere un obiettivo mondano, a seconda del nostro modo di essere, ma qualunque cosa sia ognuno di noi dovrebbe concentrare costantemente le forze del proprio pensiero su tale oggetto, trasformarlo nel dovere supremo, dedicarsi alla sua realizzazione e non permettendo che i pensieri si perdano dietro effimeri desideri e fantasie. Questa è la strada maestra per l’autocontrollo, è la vera concentrazione del pensiero. Anche se faremo degli errori nel raggiungimento dello scopo, e li faremo necessariamente finché non avremo superato le nostre debolezze, la forza di carattere acquisita sarà la misura del nostro vero successo e questo costituirà un nuovo punto di partenza per la nostra futura forza e il nostro futuro trionfo.
Coloro che non sono preparati alla comprensione del grande proposito dovrebbero concentrare i loro pensieri sul coretto compimento del proprio dovere, anche se ai loro occhi sembrasse una cosa di poco conto. Solo così i pensieri si possono raccogliere e focalizzare, sviluppando energia e risoluzione. Realizzato questo non c’è niente che non si possa realizzare.
Un’anima debole, conscia della propria debolezza, avendo fede nel fatto che la forza si può sviluppare soltanto con lo sforzo e l’allenamento riuscirà con progressivo esercizio, sforzo su sforzo, pazienza su pazienza, forza su forza, a diventare divinamente vigorosa. Come l’uomo fisicamente debole può rinvigorirsi con l’allenamento così chi possiede pensieri deboli può rafforzarsi con il pensiero positivo. Schiacciare la debolezza e la mancanza di uno scopo nella vita e iniziare a pensare a un obiettivo, vuol dire entrare nella schiera dei forti, di coloro che riconoscono il fallimento solo come una delle vie per raggiungere il proprio traguardo, che sanno sfruttare tutte le condizioni al loro vantaggio, che pensano con forza, che non hanno paura di tentare, giungendo magistralmente alla realizzazione.
Scelto un obiettivo, l’uomo dovrebbe imporsi mentalmente una retta via senza distrarsi. Dubbi e timori dovrebbero essere rigorosamente esclusi, sono elementi distruttivi, che interrompono la strada diritta dello sforzo rendendola inutile, piegandola, annullando la sua efficacia. I pensieri dubbiosi e le paure non hanno mai portato a niente e non possono farlo, conducono sempre all’insuccesso. Propositi, energia, buona volontà e tutto lo sforzo periscono quando si sono insediati il dubbio e la paura.
La volontà scaturisce dalla conoscenza di ciò che possiamo fare, dubbio e timore sono grandi nemici della conoscenza e chi li incoraggia e non li combatte è ostacolato a ogni passo. Chi ha sconfitto il dubbio e la paura ha sconfitto il fallimento. Ogni suo pensiero è allineato con il potere e tutte le difficoltà sono coraggiosamente affrontate e saggiamente superate. I suoi propositi sono piantati in ogni stagione ed essi fioriscono e restituiscono frutti succosi che non cadono prematuramente sul terreno.
Il pensiero che si allinea senza paura al proposito diviene una forza creativa. Chi è a conoscenza di questo è pronto per arrivare a qualcosa di più elevato e forte di un mero cumulo di pensieri e sensazioni fluttuanti, chi fa questo è diventato signore cosciente e intelligente dei propri poteri mentali.

Testo tratto dal libro “Sei come pensi di essere” di James Allen.

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Colori

Scavate in fondo all’anima e troverete la vostra forza.

“Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino
Io sono il capitano della mia anima.”
                                      – Nelson Mandela –

La mia prima Ten Miles

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29.04.2018 TenMiles la mia prima gara da 16 km.

Mi domando: non è forse la vita stessa una corsa continua? Rincorriamo i nostri sogni, corriamo dietro alle persone, alle emozioni… c’è sempre qualcosa da inseguire.
La corsa insegna che, quando il respiro impazzisce e ti senti le gambe pesanti, incapaci di ogni movimento e pensi di non farcela più, in quel momento stai superando i propri limiti. Nei momenti così non devi mollare, mai arrendersi, bisogna fare un altro piccolo sforzo, calmare la mente e andare avanti. Perché provando e riprovando si creano abitudini. Tantissime cose, così come la corsa, si possono realizzare unicamente grazie alla propria volontà. Nella vita dobbiamo creare percorsi, prima di tutto mentali e poi un passo avanti al altro iniziare a seguirli.
img_20180429_164358_0978605298468120371374.jpgFinire questa gara vuol dire aver vinto un’altra sfida con me stessa, aver raggiunto un altro piccolo traguardo. Mi sento forte, carica. Se ci metterò la stessa grinta e voglia di farcela in ogni futuro obiettivo potrò realizzare qualsiasi altra cosa, ne sono convinta. Ottimismo, concentrazione, perseveranza e coraggio, sono magici ingredienti per raggiungere qualsiasi scopo. Se ci credi puoi farlo. Se fallisci… riprovi.
Un sorriso, siate fieri di voi così come lo sono io oggi!

P.S. Ringrazio il fotografo di Rimini Marathon per la bellissima fotografia.

 

Sorridere agli sconosciuti

Uscendo tardi dal lavoro e andando di corsa verso la macchina, per provare ad arrivare in tempo a scuola a prendere i miei figli, sono passata vicino a una signora, non giovane, magrissima, vestita un po’ maluccio, dall’espressione triste e con uno zainetto sulle spalle. I nostri sguardi si sono incrociati. Le ho sorriso e ho continuato a camminare, ma dopo pochi passi, ho sentito il bisogno di girarmi. Si era girata anche lei… tornai subito indietro dicendole a voce bassa, impacciata e tirando già fuori il portafoglio dalla borsa: “La vedo un po’ così, ha bisogno…?
“Sì, sono bisognosa…” mi ha risposto con un filo di voce.
Qualche secondo dopo, ero già in macchina, sentendomi colpevole di non aver fatto altro che lasciarle €5. È successo tutto troppo in fretta e non avevo proprio tempo, però  mi ha fatto riflettere tantissimo e ho imparato qualcosa di molto importante, cosa che voglio condividere con voi. Sono convinta che il sorriso rivolto a quella signora è stata una chiave di accesso. Lei si era fermata e girata verso di me. Sicuramente aveva bisogno di rivolgere la parola a qualcuno e molto altro, ma le persone bisognose non si rivolgono a nessuno se non sentono che possono farlo. Difficilmente chi si trova in difficoltà, ce lo verrà a dire, se non siamo noi per primi a renderci disponibili. Oggi, a me è bastato un sorriso, per guadagnare la fiducia di una sconosciuta…
Dovremmo aprire sempre più i nostri cuori, fare attenzione a chi ci circonda e fermarci a parlare più spesso con le persone. Non passate indiferenti vicino a chi è ovvio che si trova in situazioni di disagio di qualsiasi tipo e se non potete aiutare diversamente, tante volte anche un sorriso può fare molto. Sorridere a qualcuno, prima di tutto significa “ti ho visto, non sei invisibile”.
Mi auguro che la prossima volta che mi succederà un episodio simile, riesca fare di più.

Vi abbraccio e sorrido!
Giorgiana

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Amare

Sarà un argomento banale, ma… pensavo all’amore, come l’unica cosa che ci può salvare da qualsiasi situazione in cui ci troviamo, dai grossi disagi ai più piccoli. È utopico, lo so, ma anche le guerre sparirebbero se gli uomini amassero i loro prossimi. E poi, quando ci sentiamo soli, depressi, l’unica cosa che ci può salvare è sempre l’amore. Se non lo riceviamo, lo possiamo comunque dare, ci possiamo innamorare delle nostre passioni (volontariato, libri, attività all’aperto, musica, ecc.) e questo ci porterà a star bene, a rialzarci e andare avanti col sorriso. Tenere la mente occupata e il cuore acceso ci salverà da ogni difficoltà.

Amate, amate amate! Non importa cosa fanno gli altri, voi amate! Amate qualsiasi cosa, ma amate…

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Vivere Adesso

Appena vedo qualche fiocco di neve, impazzisco di gioia. Ahaha!!! Ma poi, quando i fiocchi sono scesi a miliardi, come si fa a non guardare con dovuta ammirazione il manto bianco formatosi, e non improvvisare una bella pista per scivolare con il bob? Non si può resistere, no no.

Stamattina, ho caricato in macchina i miei figli e una loro amica e siamo partiti a divertirci, a casa della nonna. Giornata magnifica, mi mancava tantissimo buttarmi sulla neve, spensierata. Ecco, spensieratezza è la parola giusta per descrivere ciò che ho sentito. Si parla tanto del vivere “qui e ora” ed è una cosa veramente difficile da fare, perché i mille pensieri quotidiani non ci danno mai tregua, però non bisogna mai demordere. Ogni tanto dobbiamo provare a calmare la mente e concentrarci soltanto sulle cose che facciamo in questo preciso istante, senza pensare a ieri o domani. Grazie anche alla neve, per me è stata una giornata meravigliosa, ho vissuto veramente il presente…

C’è una domanda, letta nel libro di Eckhart Tolle “Il potere di Adesso”, a me rimasta impresa: “Adesso hai qualche problema?” Sono andata a cercarla nel libro e vi saluto così, trascrivendovi qualche frase:

“Per un attimo, dimenticati della tua situazione esistenziale e presta attenzione alla tua vita.
Qual è la differenza?

La tua situazione esistenziale esiste in relazione al tempo.

La tua vita a adesso.

La tua situazione esistenziale è creata dalla mente.

La tua vita è reale.

Trova lo stretto passaggio che conduce alla vita. Si chiama Adesso. Restringi la tua vita a questo momento. La tua situazione esistenziale può anche essere piena di problemi (molte lo sono), ma prova a vedere se c’è qualcosa che non va in questo istante. Non domani,né tra dieci minuti, adesso. Adesso hai qualche problema?
Quando hai troppi problemi, non c’è spazio per far entrare niente di nuovo, né per una soluzione. Perciò, tutte le volte che puoi, crea un intervallo in cui trovare la vita sotto la tua situazione esistenziale.
Usa appieno i tuoi sensi. Vivi nel punto in cui ti trovi. Guardati attorno. Osserva e basta, senza interpretare. Cogli lo spazio che permette a tutto di essere. Entra in profondità nell’Adesso.”

Il bene si fa e si dice :)

Difronte a chi compie un gesto di altruismo e magari lo racconta, perché la sua azione l’ha reso talmente contento da sentire il bisogno di esternarla, gli altri reagiscono pensando subito che il suo sia un modo di vantarsi. Sappiamo tutti, i detti tipo “il bene si fa, ma non si dice” oppure  “il bene si fa in silenzio, tutto il resto è palcoscenico.”
Mi sorgono spontaneamente delle domande: Perché? Perché il bene non si deve dire e il male è sulla bocca di tutti? Perché la maggior parte dei mass media parlano più del male che del bene? Sicuramente più o meno 70% delle notizie riguardano fatti di cronaca nera. Perché? Non pensate che forse se questo 70% sarebbe dedicato alla divulgazione di atti di altruismo, magari sarebbe fonte d’ispirazione per tutta la popolazione? Potremo avere la bellissima sorpresa che questi atti vengano imitati e che essi scaturiscano  una catena di gesti d’umanità. Non sarebbe bello? E anche se certe persone, pur di vedersi protagonisti per qualche minuto, compieranno atti di generosità, che problema ci sarebbe? Avranno sempre fatto una buona azione. Sarebbero atti di finto buonissimo, dite? Sì, sicuramente, ma non è sempre meglio avere gesti di bontà che cattiveria e violenza? Non é forse proprio tutta questa violenza con cui veniamo inoculati da bambini, attraverso varie forme, che ci influenza negativamente?
Dobbiamo imparare sempre più a parlare di atti di generosità, bontà, umanità. Dobbiamo contagiarci di cose positive non negative. Se la televisione o le altre forme di informazione ci lasciano un senso di tristezza, bisogna eliminarla e trovare altre fonti che ci faranno star bene.
Se parlar del bene significa vantarsi, allora anche parlare del male dovrebbe avere lo stesso significato. Giusto? Quindi, ci vantiamo del male in tutti i modi possibili, attraverso tutti i mass media, ma non ci sembra così, anzi è una cosa normale. Perché lo facciamo? Perché ci lasciamo condizionare così tanto?
Sono stanca, stufa di sentire parlare più del male che del bene. A me piace ascoltare racconti di gesti nobili, altruisti. Mi rallegranno. Dove ci ha portato il modo di pensare che il bene si deve fare, senza parlarne?
Contagiamoci con i gesti altruisti e i sorrisi! Succedono veramente tante cose belle in questo mondo, iniziamo a concentrarci e parlare di più, di esse! Se tutti o la maggior parte della popolazione, facessimo questo cambiamento, sarebbe un ottima rivoluzione.

Vi abbraccio
Giorgiana.

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Specchiati!

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Oggi, anzi adesso, fai qualcosa di piacevole per te.
Sì, p
roprio così. Non aspettare niente da nessuno, sii tu per primo a volerti bene e a essere gentile con te stesso/a. Poi se lo farà anche qualcun altro, ben venga, la gioia sarà doppia. 🙂
Fai una cosa, fidati di me. Vai nel bagno e chiudi la porta. O se sei da solo/a, vai davanti a qualsiasi specchio. Guardati! Guardati bene e sorridi!
Oh, che bello! Ahahaha!
Chiamati! Sul serio, chiamati! “Gio! Gio! Gio, ci sei?” Ahahah! Fai un bel respiro profondo e continua a sorridere, dì a te stesso/a che sei forte. “Sei forte, ti meriti il meglio che c’è! Sei forte, puoi fare ogni cosa.”
Guardati negli occhi. Sei unico/a, bello/a, sei tutto ciò di cui hai bisogno per caricarti le batterie. Continua a sorridere e sii fiero/a di te!
E adesso vai. Vai! Vai davanti allo specchio. Tornerai a leggere più tardi.
Specchiati e SORRIDI alla vita!

                                                                                          – Giorgiana –

Com-prendere

“Credo che a parole come comprensione e accoglienza, parole che nel tempo e con l’uso hanno perso significato, hanno perso spessore, si debba ridare significato e consapevolezza. Com-prendere, abbracciare… al di là del capire, del piano puramente intellettivo, comprende appunto una componente emozionale, di attenzione alla relazione, alle differenze, ma anche all’identità, per superare la paura. Comprensione parla della capacità empatica di poter sentire ciò che vive e sente l’altro.”
(L. Magazzeni e P. Arcesilai – MIUR)

Un caldo abbraccio! ❤

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