Colori

Scavate in fondo all’anima e troverete la vostra forza.

“Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino
Io sono il capitano della mia anima.”
                                      – Nelson Mandela –

La mia prima Ten Miles

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29.04.2018 TenMiles, la mia prima gara da 16 km.

Mi domando: non è forse la vita stessa una corsa continua? Rincorriamo i nostri sogni, corriamo dietro alle persone, alle emozioni… c’è sempre qualcosa da inseguire.
La corsa insegna che, quando il respiro impazzisce e ti senti le gambe pesanti, incapaci di ogni movimento e pensi di non farcela più, in quel momento stai superando i propri limiti. Nei momenti così, non devi mollare, mai arrendersi, bisogna fare un altro piccolo sforzo, calmare la mente e andare avanti. Perché provando e riprovando, si creano abitudini. Tantissime cose, così come la corsa, si possono realizzare unicamente grazie alla propria volontà. Nella vita, dobbiamo creare percorsi, prima di tutto mentali e poi, un passo avanti al altro, iniziare a seguirli.
img_20180429_164358_0978605298468120371374.jpgFinire questa gara vuol dire aver vinto un’altra sfida con me stessa, aver raggiunto un altro piccolo traguardo. Mi sento forte, carica. Se ci metterò la stessa grinta e voglia di farcela in ogni futuro obiettivo, potrò realizzare qualsiasi altra cosa, ne sono convinta. Ottimismo, concentrazione, perseveranza e coraggio, sono magici ingredienti per raggiungere qualsiasi scopo. Se ci credi, puoi farlo. Se fallisci… riprovi.
Un sorriso, siate fieri di voi, così come lo sono io oggi!

P.S. Ringrazio il fotografo di Rimini Marathon, per la bellissima fotografia!

 

Sorridere agli sconosciuti

Uscendo tardi dal lavoro e andando di corsa verso la macchina, per provare ad arrivare in tempo a scuola a prendere i miei figli, sono passata vicino a una signora, non giovane, magrissima, vestita un po’ maluccio, dall’espressione triste e con uno zainetto sulle spalle. I nostri sguardi si sono incrociati. Le ho sorriso e ho continuato a camminare, ma dopo pochi passi, ho sentito il bisogno di girarmi. Si era girata anche lei… tornai subito indietro dicendole a voce bassa, impacciata e tirando già fuori il portafoglio dalla borsa: “La vedo un po’ così, ha bisogno…?
“Sì, sono bisognosa…” mi ha risposto con un filo di voce.
Qualche secondo dopo, ero già in macchina, sentendomi colpevole di non aver fatto altro che lasciarle €5. È successo tutto troppo in fretta e non avevo proprio tempo, però  mi ha fatto riflettere tantissimo e ho imparato qualcosa di molto importante, cosa che voglio condividere con voi. Sono convinta che il sorriso rivolto a quella signora è stata una chiave di accesso. Lei si era fermata e girata verso di me. Sicuramente aveva bisogno di rivolgere la parola a qualcuno e molto altro, ma le persone bisognose non si rivolgono a nessuno se non sentono che possono farlo. Difficilmente chi si trova in difficoltà, ce lo verrà a dire, se non siamo noi per primi a renderci disponibili. Oggi, a me è bastato un sorriso, per guadagnare la fiducia di una sconosciuta…
Dovremmo aprire sempre più i nostri cuori, fare attenzione a chi ci circonda e fermarci a parlare più spesso con le persone. Non passate indiferenti vicino a chi è ovvio che si trova in situazioni di disagio di qualsiasi tipo e se non potete aiutare diversamente, tante volte anche un sorriso può fare molto. Sorridere a qualcuno, prima di tutto significa “ti ho visto, non sei invisibile”.
Mi auguro che la prossima volta che mi succederà un episodio simile, riesca fare di più.

Vi abbraccio e sorrido!
Giorgiana

Foto da Pinterest

Amare

Sarà un argomento banale, ma… pensavo all’amore, come l’unica cosa che ci può salvare da qualsiasi situazione in cui ci troviamo, dai grossi disagi ai più piccoli. È utopico, lo so, ma anche le guerre sparirebbero se gli uomini amassero i loro prossimi. E poi, quando ci sentiamo soli, depressi, l’unica cosa che ci può salvare è sempre l’amore. Se non lo riceviamo, lo possiamo comunque dare, ci possiamo innamorare delle nostre passioni (volontariato, libri, attività all’aperto, musica, ecc.) e questo ci porterà a star bene, a rialzarci e andare avanti col sorriso. Tenere la mente occupata e il cuore acceso ci salverà da ogni difficoltà.

Amate, amate amate! Non importa cosa fanno gli altri, voi amate! Amate qualsiasi cosa, ma amate…

Foto da Pinterest

Vivere Adesso

Appena vedo qualche fiocco di neve, impazzisco di gioia. Ahaha!!! Ma poi, quando i fiocchi sono scesi a miliardi, come si fa a non guardare con dovuta ammirazione il manto bianco formatosi, e non improvvisare una bella pista per scivolare con il bob? Non si può resistere, no no.

Stamattina, ho caricato in macchina i miei figli e una loro amica e siamo partiti a divertirci, a casa della nonna. Giornata magnifica, mi mancava tantissimo buttarmi sulla neve, spensierata. Ecco, spensieratezza è la parola giusta per descrivere ciò che ho sentito. Si parla tanto del vivere “qui e ora” ed è una cosa veramente difficile da fare, perché i mille pensieri quotidiani non ci danno mai tregua, però non bisogna mai demordere. Ogni tanto dobbiamo provare a calmare la mente e concentrarci soltanto sulle cose che facciamo in questo preciso istante, senza pensare a ieri o domani. Grazie anche alla neve, per me è stata una giornata meravigliosa, ho vissuto veramente il presente…

C’è una domanda, letta nel libro di Eckhart Tolle “Il potere di Adesso”, a me rimasta impresa: “Adesso hai qualche problema?” Sono andata a cercarla nel libro e vi saluto così, trascrivendovi qualche frase:

“Per un attimo, dimenticati della tua situazione esistenziale e presta attenzione alla tua vita.
Qual è la differenza?

La tua situazione esistenziale esiste in relazione al tempo.

La tua vita a adesso.

La tua situazione esistenziale è creata dalla mente.

La tua vita è reale.

Trova lo stretto passaggio che conduce alla vita. Si chiama Adesso. Restringi la tua vita a questo momento. La tua situazione esistenziale può anche essere piena di problemi (molte lo sono), ma prova a vedere se c’è qualcosa che non va in questo istante. Non domani,né tra dieci minuti, adesso. Adesso hai qualche problema?
Quando hai troppi problemi, non c’è spazio per far entrare niente di nuovo, né per una soluzione. Perciò, tutte le volte che puoi, crea un intervallo in cui trovare la vita sotto la tua situazione esistenziale.
Usa appieno i tuoi sensi. Vivi nel punto in cui ti trovi. Guardati attorno. Osserva e basta, senza interpretare. Cogli lo spazio che permette a tutto di essere. Entra in profondità nell’Adesso.”

Il bene si fa e si dice :)

Difronte a chi compie un gesto di altruismo e magari lo racconta, perché la sua azione l’ha reso talmente contento da sentire il bisogno di esternarla, gli altri reagiscono pensando subito che il suo sia un modo di vantarsi. Sappiamo tutti, i detti tipo “il bene si fa, ma non si dice” oppure  “il bene si fa in silenzio, tutto il resto è palcoscenico.”
Mi sorgono spontaneamente delle domande: Perché? Perché il bene non si deve dire e il male è sulla bocca di tutti? Perché la maggior parte dei mass media parlano più del male che del bene? Sicuramente più o meno 70% delle notizie riguardano fatti di cronaca nera. Perché? Non pensate che forse se questo 70% sarebbe dedicato alla divulgazione di atti di altruismo, magari sarebbe fonte d’ispirazione per tutta la popolazione? Potremo avere la bellissima sorpresa che questi atti vengano imitati e che essi scaturiscano  una catena di gesti d’umanità. Non sarebbe bello? E anche se certe persone, pur di vedersi protagonisti per qualche minuto, compieranno atti di generosità, che problema ci sarebbe? Avranno sempre fatto una buona azione. Sarebbero atti di finto buonissimo, dite? Sì, sicuramente, ma non è sempre meglio avere gesti di bontà che cattiveria e violenza? Non é forse proprio tutta questa violenza con cui veniamo inoculati da bambini, attraverso varie forme, che ci influenza negativamente?
Dobbiamo imparare sempre più a parlare di atti di generosità, bontà, umanità. Dobbiamo contagiarci di cose positive non negative. Se la televisione o le altre forme di informazione ci lasciano un senso di tristezza, bisogna eliminarla e trovare altre fonti che ci faranno star bene.
Se parlar del bene significa vantarsi, allora anche parlare del male dovrebbe avere lo stesso significato. Giusto? Quindi, ci vantiamo del male in tutti i modi possibili, attraverso tutti i mass media, ma non ci sembra così, anzi è una cosa normale. Perché lo facciamo? Perché ci lasciamo condizionare così tanto?
Sono stanca, stufa di sentire parlare più del male che del bene. A me piace ascoltare racconti di gesti nobili, altruisti. Mi rallegranno. Dove ci ha portato il modo di pensare che il bene si deve fare, senza parlarne?
Contagiamoci con i gesti altruisti e i sorrisi! Succedono veramente tante cose belle in questo mondo, iniziamo a concentrarci e parlare di più, di esse! Se tutti o la maggior parte della popolazione, facessimo questo cambiamento, sarebbe un ottima rivoluzione.

Vi abbraccio
Giorgiana.

Foto dal web

Specchiati!

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Immagine da Pinterest


Oggi, anzi adesso, fai qualcosa di piacevole per te.
Sì, p
roprio così. Non aspettare niente da nessuno, sii tu per primo a volerti bene e a essere gentile con te stesso/a. Poi se lo farà anche qualcun altro, ben venga, la gioia sarà doppia. 🙂
Fai una cosa, fidati di me. Vai nel bagno e chiudi la porta. O se sei da solo/a, vai davanti a qualsiasi specchio. Guardati! Guardati bene e sorridi!
Oh, che bello! Ahahaha!
Chiamati! Sul serio, chiamati! “Gio! Gio! Gio, ci sei?” Ahahah! Fai un bel respiro profondo e continua a sorridere, dì a te stesso/a che sei forte. “Sei forte, ti meriti il meglio che c’è! Sei forte, puoi fare ogni cosa.”
Guardati negli occhi. Sei unico/a, bello/a, sei tutto ciò di cui hai bisogno per caricarti le batterie. Continua a sorridere e sii fiero/a di te!
E adesso vai. Vai! Vai davanti allo specchio. Tornerai a leggere più tardi.
Specchiati e SORRIDI alla vita!

                                                                                          – Giorgiana –

Com-prendere

“Credo che a parole come comprensione e accoglienza, parole che nel tempo e con l’uso hanno perso significato, hanno perso spessore, si debba ridare significato e consapevolezza. Com-prendere, abbracciare… al di là del capire, del piano puramente intellettivo, comprende appunto una componente emozionale, di attenzione alla relazione, alle differenze, ma anche all’identità, per superare la paura. Comprensione parla della capacità empatica di poter sentire ciò che vive e sente l’altro.”
(L. Magazzeni e P. Arcesilai – MIUR)

Un caldo abbraccio! ❤

Foto da Pinterest

Un altro tipo di analfabetismo :)

Vi lascio due frasi a me piaciute tanto da rachiuderle in una bella fotografia. 🙂 

“Dobbiamo augurarci tutti – e noi adulti per primi – di essere analfabeti.
Quell’analfabetismo che non ci fa mai sentire arrivati, chiusi in illusorie certezze, ma disponibili allo stupore da cui nasce prepotente il bisogno di capire.” (Ciotti, 2011)

Lo stupore può essere considerato il motore dell’intelligenza.

Vă las două fraze care mi-au plăcut atât de mult încât le-am închis într-o frumoasă fotografie. 🙂

“Trebuie să ne dorim – noi adulții în primul rând – să fim analfabeți.
Acel analfabetism care ne face să nu ne simțim niciodată împliniți, închiși în certitudini iluzorii, însă disponibili la acea uimire din care naște cu aroganță necesitatea de a înțelege.” (Ciotti, 2011)

Uimirea poate fi considerată motorul inteligenței.

“Le mie pagliuzze” – Dora Buonfino 

Non sono brava a recensire i libri, ma sento il dovere di farlo. Sicuramente la maggior parte di voi conosce già Dora Buonfino, grazie al suo blog  https://almenotu.com/ .
Appena uscito il suo libro “Le mie pagliuzze”, lo comprai, incuriosita dall’argomento e pensando che poteva essere d’aiuto per i miei studi, ma dopo poche pagine mi resi conto che Dora mi stava parlando, parlava a me, nella veste di mamma. È un libro che dovrebbero leggerlo tutti, genitori, educatori, tutte le persone che stanno a contatto con bambini o persone appartenenti alle categorie più “deboli”. Dora ci fa un grandissimo regalo, ci dona la parte più difficile di lei, ci distribuisce le sue pagliuzze, invitandoci alla riflessione. Questo romanzo, attraverso gli occhi e il cuore di una bambina vittima di abuso sessuale, in modo delicato, oltre a farci vedere le atrocità che a volte accadono, ci suggerisce in che modo possiamo difendere i nostri cuccioli. E se ci saranno casi in cui non riusciremo a proteggerli da subito, Dora, raccontando il suo vissuto, ci aiuta a renderci conto dei segnali di disagio, malessere interiore, pericolo che corrono. Una volta iniziato, ho letto questo libro tutto di un fiato, con la matita in mano, sottolineando tutti gli indizi (comportamenti strani) che avrebbero potuto accendere un campanello d’allarme e gli atteggiamenti dei genitori, che hanno portato la piccola protagonista a non confessare le sue enormi difficoltà, allontanandosi e chiudendosi in se stessa.
Qual è il messaggio che ha trasmesso a me questo libro? Il valore del dialogo tra i genitori e figli. L’importanza del prestare attenzione ai comportamenti dei bambini, del rispetto della loro intimità, del capire come sono fatti, quali sono i loro desideri, bisogni, cosa li rende felici, quali sono i loro sentimenti e agire non per come siamo noi, ma per come sono loro, non dando mai per scontato assolutamente niente. Ci insegna anche l’importanza della complicità delle madri, essendo loro, più di chiunque altro, quelle che possono cambiare le situazioni. Fatevi un regalo e leggetelo, è un libro di facile lettura che vi arricchirà!
Mentre leggevo, tante volte avrei voluto essere vicino a Dora e abbracciarla e  altre tante ringraziarla. Lo faccio cosi, in modo virtuale:
Carissima Dora, ti ringrazio dal profondo del mio cuore e mi congratulo con te per il coraggio e la forza che hai avuto, ma soprattutto per il desiderio di condividere con tutti noi, quest’orrenda esperienza che non dovrebbe viverla nessuno. Il tuo romanzo non è un semplice modo per liberarsi dai propri fantasmi, ma un gesto d’amore verso di noi. Ti abbraccio forte!

Chiudo lasciandovi il collegamento ipertestuale di un’altra recensione del libro, un altro punto di vista, a mio parere molto molto bella:

https://cuoreruotante.wordpress.com/2017/10/25/le-mie-pagliuzze-di-dora-buonfino/