Ti penso

Basta un timido pensiero
verso te
e la mia anima sorride.
Quel pensiero però,
in un batter d’occhio
ha plasmato tanti altri
e adesso vagabondano
attorno al mio cuore.
Ah…
Gioca la mia mente…

senza ritegno.
Baciami, acquietami,
appaga questa voglia
che ho di te.

 

 

Foto da Pinterest

Sognando

Un punto bianco nello spazio nero.
Non ho un peso, non ho pensieri.
Ballo, fluttuo nel vuoto.
Son libera, felice, pur non sapendo cosa volesse dire.
Non c’è nient’altro… nulla che mi assilli.
E fu così, che beata mi svegliai.

Foto da Pinterest

Se penso a te

Se penso a te
mi danza l’anima.
Soavi pensieri
creano la nostra futura realtà…
Si accende,
la musica dei sensi va.
Patapum pum pum il mio cuore fa.

Foto modificata
Fotografo http://www.dorinmihai.com

Viviamoci in pienezza ogni amore

Ci sono tante persone a cui piace regalare belle emozioni e io mi sento fortunata, perché ogni tanto le incontro. Fausto Corsetti è uno di loro. Sotto forma di commento ai miei​ scritti, pur non conoscendomi personalmente, ogni tanto mi regala le sue meravigliose riflessioni. Oggi ho deciso di condividere​ con voi una di esse, sperando che vi piaccia quanto piace a me.

AMORE CARO AMORE BELLO
di Fausto Corsetti
Penso che l’esperienza della bellezza avvenga solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. È quello che provano, ad esempio, il padre o la madre quando hanno bambini piccoli: è una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro dentro di sé. Allo stesso modo quando siamo innamorati e osserviamo incantati il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e siamo grati che ci sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio. L’amore ci rende capaci di vedere con altri occhi anche la bellezza del mondo che ci circonda. Qualcuno sostiene che è un’illusione, che quando siamo innamorati proiettiamo sul mondo le nostre fantasie, ma io credo invece si rafforzino le nostre capacità di osservare e ascoltare. E, quando facciamo un viaggio o solo una passeggiata con la persona di cui siamo innamorati scopriamo, come una rivelazione, la stupefacente bellezza dei tetti delle case di un paesino che visitiamo, l’incanto delle falde di una montagna che precipita in un bosco, il fuoco di un tramonto o la dolce poesia di un campanile immersi nell’azzurro che non avremmo mai guardato. E tutto si moltiplica se ne parliamo, se condividiamo questi pensieri e queste emozioni con la persona che amiamo. E, quando cogliamo la bellezza di un paesaggio o di un’opera d’arte da soli, abbiamo un’esperienza che è in qualche modo affine all’incanto, al rapimento d’amore. In quell’istante è come se cadessero le barriere che ci isolano dal mondo e l’essenza dell’oggetto irrompe, si impossessa di noi. Come nell’amore quando entriamo in contatto diretto con la natura più profonda dell’altro, ne cogliamo l’incredibile, stupefacente unicità. Non c’è da meravigliarsi quindi se l’amore ci conduce a vedere la bellezza. Perché ci apre gli occhi, ci spalanca il cuore, ci pone in relazione con la realtà.
Avviene l’opposto se invece siamo chiusi in noi stessi, tristi, diffidenti perché quando il nostro cuore è chiuso, sono chiusi anche i nostri occhi. E possiamo passare davanti alle più stupefacenti meraviglie della natura, alle più straordinarie opere d’arte senza vedere, senza sentire. Non spaventa il nuovo che viene, non sarà facilmente dimenticato il giorno che è passato, se solo riusciamo ad ascoltare, tra fragilità, apprensioni e incertezze, che il nostro nome è scritto sul palmo della mano della persona amata.
Ogni stagione ha il proprio amore, ogni amore la propria stagione. Ogni stagione della vita è bella e significativa, e non solo la giovinezza fresca e aitante, come vuole convincerci un eterno luogo comune e una pubblicità fatta solo di corpi levigati e frementi dai quali è cancellato ogni segno del tempo. L’autunno, ad esempio, ha forse colori più belli e atmosfere più intense rispetto allo splendore chiassoso, fin eccessivo dell’estate e alla freschezza acerba della primavera. Dunque, viviamoci in pienezza ogni amore in ogni stagione della vita, senza nostalgie o frenesie: c’è sempre un fiore, un’emozione, una bellezza che ci attende, una sorpresa per ogni fase dell’esistenza.

Un caldo abbraccio,
Giorgiana.

Relazioni interpersonali virtuali…

Stavo riflettendo su questo bel mondo che si chiama Internet… mezzo comunicativo di grande efficacia, che ormai fa parte di tutti noi. È un mondo in cui normalmente ci comportiamo in base alle norme sociali basilari, quelle assimilate durante il processo di socializzazione, continuando a essere noi stessi, con la propria identità. Normalmente, ma ahimè non sempre …
Tante volte i partecipanti di una comunità virtuale assumono identità, ruoli diversi da quelli reali. Si può interagire con gli altri in perfetto anonimato, creandosi un vero personaggio, un’identità parallela, perché nel mondo virtuale tutto è possibile. Quello del mascheramento dell’identità è un fenomeno molto interessante. I nostri blog o homepage personali possono essere visti e letti da chiunque abbia accesso a Internet e noi possiamo fornire qualsiasi identità. Abbiamo il potere di presentarci come vogliamo, nascosti dietro a qualsiasi maschera. E se questa cosa, da certi punti di vista può essere meravigliosa, da altri potrebbe creare vari disagi, come nel caso delle relazioni interpersonali. Chi di voi non ha sentito parlare delle coppie che si sono formate partendo da un primo contatto online? Ci sono amori che nascono proprio così, nel mondo virtuale, basandosi su passioni condivise, impegni sociali, modi di pensare simili, ecc. ma, attenzione, non hanno tutte un buon finale!
Che succede se tutto quello che ci convinciamo che sia reale, convinzioni che scattano prima di tutto dalla necessità di soddisfare mancanze personali nei momenti di vulnerabilità, sono soltanto un inganno?
Le esperienze virtuali sono reali, però non implicano anche il fatto che gli attori che stanno dietro lo siano. Quei attori potrebbero giocare qualsiasi ruolo…
Penso che a volte sia bello giocare, uscire dalla monotonia sorridendo e passando del tempo con persone sconosciute, nei momenti più bui o di solitudine, però si deve fare molta attenzione a non sorpassare un certo limite, restando con i piedi ben ancorati alla realtà.
Internet è un mondo fantastico, ma va usato con precauzione!

Pensieri 

Sorrido e i pensieri negativi si dissolvono
come le scure nubi nel cielo quando appare il sole.
Mi libero, li lascio svanire…

Zâmbesc și gândurile negative se dizolvă
ca norii negri pe cer când se ivește soarele.
Mă eliberez, le las să dispară…

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Fotografo: http://www.dorinmihai.com

Diffondiamo la Pace

Stavo pensando alle guerre e alle loro atrocità…
Stavo pensando, che se non avessi avuto la grossissima fortuna di essere nata e vivere in un paese europeo, ma fossi nata in Egitto, Libia, Siria, Mali, Sudan, Iran, Iraq, Yemen, ecc., sarei destinata a una vita piena di sofferenza…
Stavo pensando a tutti quei bambini innocenti, impotenti, indifesi, bambini come i miei figli, bambini che vivono nel terrore, bambini che resteranno traumatizzati a vita…
Stavo pensando a tante cose e al loro perché…
Stavo pensando anche al fatto che forse se soltanto si smettesse di fabbricare e vendere le armi (commercio che è sempre stato un ottimo business, con fatturato di miliardi di euro e che non ha mai visto periodi di crisi), forse finirebbe anche la guerra. Sarebbe un passo veramente importante, ma non basterebbe per eliminarla.
La guerra è una delle sconfitte dell’umanità, è una vergogna.

Mao Tse Tung diceva:
“Le armi sono un fattore importante nella guerra, ma non il fattore decisivo.
Sono le persone, non le cose, che sono decisive.”

Sono le persone che sono decisive… già…
Forse qualcuno di voi ha già sentito parlare o ha ascoltato la canzone di Yael Deckelbaum, cantante, compositrice e attivista per la pace, vi allego il link della sua pagina Facebook che seguo e ammiro: https://www.facebook.com/YaelDeckelbaum/?ref=page_internal
Yael, insieme a migliaia di altre donne israeliane e palestinesi di diverse religioni, l’anno scorso, dal nord di Israele a Gerusalemme ha marciato per la pace e continua tuttora a girare in vari paesi del mondo, invitando tutte le donne e artisti a partecipare al suo progetto musicale. Un progetto che mira a nutrire la voglia di cambiamento positivo in tutti noi. Lei è convinta che il potere della musica sia in grado di motivarci, di aprire i nostri cuori, di contagiarci di energia positiva che ci porti a una grande svolta. Di persone come lei, ce n’è sono tante e sono convinta che aumenteranno sempre più, perché è ciò di cui abbiamo bisogno, dobbiamo cambiare la nostra mentalità, evolverci, guardare di più le cose positive, sognare, sperare in un mondo migliore, caricarci di energie positive e arrivare tutti a ripugnare le guerre.

Vi lascio la canzone composta e cantata nell’occasione della marcia per la pace dell’anno scorso “Prayer of the mothers”  e un’altra nuova, condivisa due giorni fa.

Buon ascolto e diffondiamo tutti la pace!
Un caldo abbraccio, Giorgiana.

“La guerra non si può umanizzare,
si può solo abolire” Albert Einstein

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Fotografo: http://www.dorinmihai.com

Niente invidia, ma ammirazione

Diciannove anni. Mi sentivo matura, pronta per ogni nuova sfida ed ero già indipendente. Sì, indipendente perché vivevo da sola, in un piccolo appartamento in affitto. Di giorno lavoravo in un negozio di telefonia mobile, potendo vantarmi di chiamarmi Dealer Autorizzato Connex (termine che non era capito da quasi nessuno) e la sera continuavo a studiare, perché le mie aspettative erano abbastanza alte. Provenivo da una famiglia povera, quindi erano i primi anni in cui potevo permettermi di comprare più vestiti, uscire insieme agli amici e fare altre piccole cose che desideravo. Era un bel inizio per me ed ero fiera di quello che facevo, anche se non andava proprio tutto così come avrei voluto. Sapevo che un giorno sarei riuscita ad ottenere ancora di più, avrei continuato a studiare e magari sarei andata via all’estero, per guadagnare più soldi e aiutare anche la mia famiglia. Vivevo le mie giornate guardando con ammirazione tutte le persone che reputavo intelligenti o che avevano realizzato delle belle cose, le analizzavo, studiavo i loro modi di fare e poi mi paragonavo, mi mettevo in discussione e provavo a migliorare.
Ricordo tuttora un episodio per me importante. Un giorno, la mia amica dopo aver preso la patente e i suoi genitori le prestarono la macchina per andare in campagna dai nonni, mi chiese di accompagnarla. Era cosa rara vedere due giovanissime ragazze girando in macchina da sole, perché poche famiglie ne possedevano una, quindi immaginate la nostra gioia e fierezza. Faceva caldo, avevamo i finestrini abbassati, i capelli scompigliati dal vento, il cuore a mille, sorrisi stampati in viso e ci sentivamo come delle star. Attimi di completa libertà. Stimavo mia amica. Niente invidia, in quel momento lei mi stava facendo vedere quello che volevo, quello per cui avrei lottato, cioè una vita in cui avrei potuto permettermi di realizzare i miei sogni, basandomi sulle mie forze.
Sapete? Mi sto rendendo conto che tutto quello che sognavo in adolescenza l’ho ottenuto. E adesso che ci penso, sono convinta che mi abbia aiutato tantissimo anche il fatto di non invidiare le persone, ma guardarle come esempi.
Ammirando gli altri, si riconoscono in loro delle qualità che vorresti avere e che un giorno potresti conquistare. Ammirando attrai verso di te cose che vorresti. È uno stimolo positivo che ci aiuta a lottare, quindi migliorare, cambiare la nostra vita.
Concludo così: se vogliamo migliorare la nostra vita, niente invidia, ma ammirazione!

Un caldo abbraccio,
Giorgiana.

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Fotografo: http://www.dorinmihai.com

 Giorgio Gaber – La libertà

Chi è che non brama la libertà? Tutti la bramiamo, ma a volte è difficile ottenerla perché siamo incatenati dai propri pensieri, valori morali, schemi mentali e vari tipi di paure, perché la libertà vuol dire anche prendere delle decisioni, prendersi le responsabilità. Quindi la nostra prigione è più che altro mentale. Essere liberi vuol dire liberare la mente, sciogliere i conflitti interni, amare, partecipare, obbedire alle regole universali senza che nessuno ce lo imponga ma perché guardando dentro di noi riconosciamo il bene.
Libertà vuol dire obbedire alla propria ragione.
Bramo la mia libertà e sto lottando per ottenerla lavorando su me stessa. La sto già assaporando… mhm, è emozionante…

La vita senza libertà, è come un corpo senza lo spirito.
(Khalil Gibran)

“Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha diritto di votare
e che passa la vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.”

Perché facciamo capricci?

La consapevolezza del comportamento emozionale è la capacità di riconoscere il nostro stato una volta che ha cominciato a esprimersi in parole e azioni. Se riusciamo a renderci conto che un’emozione ha iniziato a guidare il nostro comportamento, possiamo valutare consciamente se la nostra reazione sia appropriata alla situazione in cui ci troviamo, e, in tal caso, se ha la giusta intensità e se si manifesta nel modo più costruttivo. P. Ekman

Ok, questa è la parte teorica di cui sono perfettamente consapevole e provo a mettere in pratica, ma nonostante la mia consapevolezza, nonostante che riesca rendermi conto che dentro di me stanno insorgendo delle emozioni negative, è molto difficile controllarle e a volte mi comporto in modo pesante, come normalmente non lo farei e non vorrei. Ieri è stata una giornata di questo tipo.
Adesso, a mente limpida mi stavo interrogando sul perché, qual è stato il vero motivo del mio stato d’animo? Sorridendo mi sono detta che sembravo essere i miei figli mentre fanno i capricci e non c’è niente che le vada bene. Una bambina capricciosa. Ma… aspettate un attimo! Perché i bambini fanno capricci? Beh… mi si è accesa una lampadina e ho avuto la mia risposta: li fanno per attirare l’attenzione, per il bisogno di affetto, perché hanno bisogno di sentirsi importanti, amati… e come si fa a tranquillizzarli? Dandoli affetto. Alla fine è un meccanismo veramente semplice da capire, noi grandi reagiamo nelle stesso modo, se percepiamo indifferenza da parte di chi ci sta vicino, iniziamo a fare capricci, hahaha! Abbiamo tutti, sempre, bisogno di affetto!
Concludo così, prima di tutto per ricordarlo a me stessa: Se vogliamo far funzionare bene le cose, dobbiamo offrire tanto affetto, far sentire alle persone che abbiamo vicino che le amiamo e apprezziamo, e, perdonarle se a volte capita che si comportino in modo strano, il resto verrà da se.

Ah, dimenticavo, c’è un’altra cosa, è molto importante lavorare su noi stessi, sulla consapevolezza del comportamento emozionale di cui parla P. Ekman. 🙂

Buonissima giornata affettuosa!
Giorgiana

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