Luoghi incantati

Continuo a credere che niente succede per caso. Sembrava una normalissima giornata passata in compagnia degli amici, quella di oggi. Una passeggiata in montagna, la solita mangiata a un ristorante con ampio spazio aperto per far giocare i bambini e per finire un’altra bella camminata. Come ultima destinazione avevamo deciso di andare sul monte Saiano, a Torriana (RN). Lì hai due scelte, da una parte puoi divertirti a far volare i sassolini sulla superficie del fiume Marecchia e dall’altra puoi seguire il sentiero che ti porta in cima alla montagna, al Santuario Madonna di Saiano. Al fiume eravamo già stati altre volte, senza mai avventurarci nell’altra direzione…

Da bravi esploratori, questa volta abbiamo optato per la seconda scelta. È un luogo apparentemente simile a un’altra qualsiasi zona di montagna, ma avvicinadoti al santuario,  si respira un’atmosfera mistica e vieni invitato, prima di tutto  a mantenere  il silenzio.

Poi continuando  a salire ci s’imbatte  dentro una bellissima forma d’arte, manifestazione d’amore e devozione.

Dopodiché proseguendo, sei invitato di nuovo a mantenere il silenzio, però  questa volta con l’aggiunta della preghiera.

E finalmente contempli la magica chiesa…

Arrivata a questo punto, ero già sopraffatta da un’emozione indescrivibile…

Siamo entrati e ci siamo seduti ad ascoltare il piccolo coro che cantava, ma come si può immaginare i bambini non ne avevano voglia di restare fermi la dentro, quindi hanno cominciato ad entrare e uscire, facendo alzare anche i papà. Io non volevo andare via, non potevo… non ero sola, una delle mie amiche era rimasta lì con me, provando le stesse emozioni. Dietro di noi c’era una piccolissima stanza e alla sua domanda su cosa potesse essere, ho risposto che doveva essere il confessionale. “Dai, ma che bello, mi voglio confessare!”, fu la sua istantanea risposta. Lei che non si confessava da vent’anni e proprio come me, non frequenta nemmeno le chiese, all’improvviso voleva confessarsi. Le ho detto di andare e qualche secondo dopo, avvicinandosi al prete, l’ho sentita chiederglielo e con un grande sorriso la vedo sparire dietro la porta…

Fuori pioviggionava e siccome la strada di ritorno era lunga bisognava andar via. Entrarono le bimbe per chiamarci ed io le dissi di andare avanti con il resto del gruppo e restai lì, in uno stato di beatitudine e con gli occhi umidi… il coro continuava a cantare.

Ho pianto… non riuscivo a smettere.

Dal 2001 ad oggi, in chiesa sono entrata soltanto per due funerali e un matrimonio.

Le conclusioni? Le lascio a voi…

Giorgiana