Trovare un equilibrio

​Abbiamo adolescenti che crescono in un mondo sociale, tra Facebook e Instagram. Un mondo dove si mettono filtri, dove ognuno pubblica il meglio di sé, un mondo finto. La realtà non è così. 
Abbiamo una generazione che vuole tutto subito e cresce con livelli di autostima più bassi delle altre. 
Le cose più importanti non si imparano sui social. L’amore, l’amore per la vita, la gratificazione sul lavoro, la fiducia nelle proprie capacità, sono cose per cui ci vuole tempo e tanta pazienza ma di cui non puoi fare almeno.
Abbiamo il compito di riparare il danno e imparare la pazienza e le abilità sociali, reali, vere. 

Non perdetevi questo video! 

Viviamoci in pienezza ogni amore

Ci sono tante persone a cui piace regalare belle emozioni e io mi sento fortunata, perché ogni tanto le incontro. Fausto Corsetti è uno di loro. Sotto forma di commento ai miei​ scritti, pur non conoscendomi personalmente, ogni tanto mi regala le sue meravigliose riflessioni. Oggi ho deciso di condividere​ con voi una di esse, sperando che vi piaccia quanto piace a me.

AMORE CARO AMORE BELLO
di Fausto Corsetti
Penso che l’esperienza della bellezza avvenga solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. È quello che provano, ad esempio, il padre o la madre quando hanno bambini piccoli: è una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro dentro di sé. Allo stesso modo quando siamo innamorati e osserviamo incantati il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e siamo grati che ci sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio. L’amore ci rende capaci di vedere con altri occhi anche la bellezza del mondo che ci circonda. Qualcuno sostiene che è un’illusione, che quando siamo innamorati proiettiamo sul mondo le nostre fantasie, ma io credo invece si rafforzino le nostre capacità di osservare e ascoltare. E, quando facciamo un viaggio o solo una passeggiata con la persona di cui siamo innamorati scopriamo, come una rivelazione, la stupefacente bellezza dei tetti delle case di un paesino che visitiamo, l’incanto delle falde di una montagna che precipita in un bosco, il fuoco di un tramonto o la dolce poesia di un campanile immersi nell’azzurro che non avremmo mai guardato. E tutto si moltiplica se ne parliamo, se condividiamo questi pensieri e queste emozioni con la persona che amiamo. E, quando cogliamo la bellezza di un paesaggio o di un’opera d’arte da soli, abbiamo un’esperienza che è in qualche modo affine all’incanto, al rapimento d’amore. In quell’istante è come se cadessero le barriere che ci isolano dal mondo e l’essenza dell’oggetto irrompe, si impossessa di noi. Come nell’amore quando entriamo in contatto diretto con la natura più profonda dell’altro, ne cogliamo l’incredibile, stupefacente unicità. Non c’è da meravigliarsi quindi se l’amore ci conduce a vedere la bellezza. Perché ci apre gli occhi, ci spalanca il cuore, ci pone in relazione con la realtà.
Avviene l’opposto se invece siamo chiusi in noi stessi, tristi, diffidenti perché quando il nostro cuore è chiuso, sono chiusi anche i nostri occhi. E possiamo passare davanti alle più stupefacenti meraviglie della natura, alle più straordinarie opere d’arte senza vedere, senza sentire. Non spaventa il nuovo che viene, non sarà facilmente dimenticato il giorno che è passato, se solo riusciamo ad ascoltare, tra fragilità, apprensioni e incertezze, che il nostro nome è scritto sul palmo della mano della persona amata.
Ogni stagione ha il proprio amore, ogni amore la propria stagione. Ogni stagione della vita è bella e significativa, e non solo la giovinezza fresca e aitante, come vuole convincerci un eterno luogo comune e una pubblicità fatta solo di corpi levigati e frementi dai quali è cancellato ogni segno del tempo. L’autunno, ad esempio, ha forse colori più belli e atmosfere più intense rispetto allo splendore chiassoso, fin eccessivo dell’estate e alla freschezza acerba della primavera. Dunque, viviamoci in pienezza ogni amore in ogni stagione della vita, senza nostalgie o frenesie: c’è sempre un fiore, un’emozione, una bellezza che ci attende, una sorpresa per ogni fase dell’esistenza.

Un caldo abbraccio,
Giorgiana.

Il mondo di Sofia – libro

 

Per molte persone il mondo è incomprensibile nello stesso modo in cui è impossibile capire come il prestigiatore possa estrarre un coniglio da un cappello a cilindro che un attimo prima era assolutamente vuoto. Il coniglio non è consapevole di prendere parte a un gioco di prestigio, noi invece ci sentiamo collegati in qualcosa di misterioso e vogliamo scoprire come tutto sia collegato. Forse il coniglio è meglio paragonarlo a tutto l’universo. Noi che ci abitiamo siamo minuscoli parassiti che vivono nella pelliccia del coniglio. I filosofi cercano di arrampicarsi sui peli sottili in modo da poter fissare negli occhi il grande prestigiatore.  J.Gaarder

Il mondo di Sofia – Romanzo sulla storia della filosofia di Jostein Gaarder, un libro meraviglioso che ho scoperto soltanto adesso e mi ha riportata col pensiero nel periodo adolescenziale. Mi sono rivista insieme al mio migliore amico, alle quattro di notte seduti sulle scale del condominio e discutendo sui temi filosofici. Hahaha! Fantastici, bellissimi tempi. Ecco, in quel periodo sarei stata molto felice se qualcuno mi avesse regalato questo libro.
Se volete fare un bel regalo a qualsiasi adolescente, ve lo raccomando, i ragazzi si immedesimeranno nella protagonista Sofia (15enne) e inizieranno a porgersi domande essenziali, tipo “chi siamo, do dove viene il mondo, esiste un motivo per cui è stato creato tutto questo?”. Anche se forse non avremmo mai delle risposte certe alle eterne domande, è molto importante aprire i nostri orizzonti interrogandoci sul senso della vita e tenere viva la curiosità e lo stupore.

Voglio che tu conosca le tue radici storiche. Soltanto in questo modo diventerai un essere umano, soltanto in questo modo sarai qualcosa di più di una scimmia, soltanto in questo modo eviterai di fluttuare nel vuoto. J. Gaarder

Un caldo abbraccio a tutti!
Giorgiana

Foto modificata
Fotografo: http://www.dorinmihai.com

Diffondiamo la Pace

Stavo pensando alle guerre e alle loro atrocità…
Stavo pensando, che se non avessi avuto la grossissima fortuna di essere nata e vivere in un paese europeo, ma fossi nata in Egitto, Libia, Siria, Mali, Sudan, Iran, Iraq, Yemen, ecc., sarei destinata a una vita piena di sofferenza…
Stavo pensando a tutti quei bambini innocenti, impotenti, indifesi, bambini come i miei figli, bambini che vivono nel terrore, bambini che resteranno traumatizzati a vita…
Stavo pensando a tante cose e al loro perché…
Stavo pensando anche al fatto che forse se soltanto si smettesse di fabbricare e vendere le armi (commercio che è sempre stato un ottimo business, con fatturato di miliardi di euro e che non ha mai visto periodi di crisi), forse finirebbe anche la guerra. Sarebbe un passo veramente importante, ma non basterebbe per eliminarla.
La guerra è una delle sconfitte dell’umanità, è una vergogna.

Mao Tse Tung diceva:
“Le armi sono un fattore importante nella guerra, ma non il fattore decisivo.
Sono le persone, non le cose, che sono decisive.”

Sono le persone che sono decisive… già…
Forse qualcuno di voi ha già sentito parlare o ha ascoltato la canzone di Yael Deckelbaum, cantante, compositrice e attivista per la pace, vi allego il link della sua pagina Facebook che seguo e ammiro: https://www.facebook.com/YaelDeckelbaum/?ref=page_internal
Yael, insieme a migliaia di altre donne israeliane e palestinesi di diverse religioni, l’anno scorso, dal nord di Israele a Gerusalemme ha marciato per la pace e continua tuttora a girare in vari paesi del mondo, invitando tutte le donne e artisti a partecipare al suo progetto musicale. Un progetto che mira a nutrire la voglia di cambiamento positivo in tutti noi. Lei è convinta che il potere della musica sia in grado di motivarci, di aprire i nostri cuori, di contagiarci di energia positiva che ci porti a una grande svolta. Di persone come lei, ce n’è sono tante e sono convinta che aumenteranno sempre più, perché è ciò di cui abbiamo bisogno, dobbiamo cambiare la nostra mentalità, evolverci, guardare di più le cose positive, sognare, sperare in un mondo migliore, caricarci di energie positive e arrivare tutti a ripugnare le guerre.

Vi lascio la canzone composta e cantata nell’occasione della marcia per la pace dell’anno scorso “Prayer of the mothers”  e un’altra nuova, condivisa due giorni fa.

Buon ascolto e diffondiamo tutti la pace!
Un caldo abbraccio, Giorgiana.

“La guerra non si può umanizzare,
si può solo abolire” Albert Einstein

Foto modificata
Fotografo: http://www.dorinmihai.com

Invecchiare con te

Foto dal web

La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza, non diventerà mai vecchio.

Franz Kafka

Vorrei invecchiare con te…
Invecchiare restando giovani, mantenendo la mente del bambino interiore che siamo stati e che vive dentro di noi, continuando a sorprenderci, stupirci ed entusiasmarci.
Vorrei continuare a imparare insieme a te e da te…
Vorrei esplorare, sognare, scoprire… tutto quanto insieme a te.
Vorrei un giorno vivere con te, in tanta serenità, complicità… sederci accanto proprio come in questa fotografia. Tu che mi leggi, parli, continui a insegnarmi e io che ti ascolto amorevolmente…
Soltanto la tua presenza mi migliora, mi incita a farlo, ci miglioriamo a vicenda…
Vorrei invecchiare così, giovane, ridendo a crepapelle…

Lentamente muore – Martha Medeiros

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

Perché diventiamo insensibili?

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Quando sono a casa da sola, ho l’abitudine mentre svolgo vari lavori domestici, di mettermi le cuffie, accendere YouTube e ascoltare corsi che mi aiutano nel mio studio e crescita personale. Tra questi la mia totale attenzione è stata catturata dal corso di Psicologia clinica di Luciano Marchiano, e in particolar modo di una lezione in cui parla del come da bambini impariamo a crearci delle armature, corazze. Mi ha fatto riflettere moltissimo. Stavo pensando a noi umani, persone cosi diverse caratterialmente e nello stesso tempo uguali… siamo tutti anime speciali, dotate d’intelligenza e sentimenti e nessuno nasce cattivo. Allora perché diventiamo insensibili?
L.Marchiano lo spiega in modo molto semplice, a portata di tutti.
Iniziamo da piccoli a crearci armature, in parte per tenere a freno i nostri stimoli, per essere accettati. Le costruiamo dall’interno, per proteggerci.  Due stimoli importanti e “pericolosi” sono, uno la nostra vitalità, tirandola fuori tutta, la mamma, papà, la nonna, mi sgriderà, punirà e mi dirà di contenermi, quindi la devo inibire, non posso esprimerla completamente. Il secondo stimolo a cui da bambini dobbiamo stare attenti è quello che viene dall’esterno, le urla dei genitori, gli scapaccioni, le punizioni. La quantità dei genitori sadici è in aumento. Siccome hanno dovuto smettere di essere se stessi, non possono capire le esigenze dei bambini e queste gesta si possono notare frequentemente.
Si addestrano i bambini a essere umani ben adattati, perché noi lo siamo, è quello che sappiamo fare e spesso volentieri questo comporta a non tenere conto di loro, ma esclusivamente della cultura cui si deve adattare. Si mandano dei messaggi contraddittori, tipo: ti sgrido e ti sgrido, in modo tale da farti paura, finché non farai quello che ti dico. E mentre il bambino ha paura e l’istinto naturale gli dice di piangere, tu gli imponi di non piangere, blocchi la sua prima natura. E se il bambino non puo nemmeno piangere in quel momento, il suo stato d’animo è devastante, perché non sa come reagire. Queste situazioni pongono i bambini di fronte a un problema irrisolvibile. Possono permettersi di vivere in questo stato di devastazione? Per quanto tempo? I bambini impareranno a immunizzarsi, a non sentire più.
Questi esempi ci fanno capire l’importanza della famiglia, dei genitori, l’importanza dell’essere amati e capiti da bambini. Sono cose che formeranno il nostro carattere e incideranno sulla nostra sensibilità. I genitori sono fondamentali. Noi siamo il risultato del nostro passato, della nostra cultura.
Aiutiamo chi è diventato insensibile, attraverso la nostra sensibilità.
Ognuno di noi sta combattendo guerre personali di cui non possiamo essere a conoscenza, quindi siate buoni, gentili, compassionevoli, empatici. Dobbiamo provare a imparare a guardarci come fratelli, guardarci con amore, perché ripeto, nessuno nasce cattivo.
D. Myers insegnante di psicologia, ci suggerisce di spostare il centro dell’attenzione al di là di noi stessi e cercare le persone che hanno bisogno. La felicità accresce la felicità, chi si sente bene fa del bene e fare del bene fa stare bene.

Foto: http://www.dorinmihai.com

Sognare, amare…

Sognare…
desiderare…
immaginare che si avveri…
sentirsi come se fosse già accaduto…
ottenere…
sentire l’ebbrezza  della felicità…
sentire l’amore…

A visa…
a dori…
a imagina că va deveni realitate…
a se simți ca și cum deja s-ar fi realizat…
a obține…
a simți fiorul fericirii…
a simți iubirea…

Foto da Pinterest

Ama! 

Ehi, fermati un attimo!
Fai un bel respiro e comincia ad amare…
incondizionatamente.
Ama per il piacere di farlo!
Mettiti alla prova.
Una volta superata, non vorrai più smettere…

***

Hei, oprește-te un pic!
Respiră profund și începe să iubești…
în mod necondiționat.
Iubește de plăcerea de a iubi!
Pune-te la încercare.
Odată ce o vei depăși,
nu vei mai vrea să te oprești…

Guarda “Stelle Sulla Terra Storia Di Un Bambino Dislessico Ita film completo” su YouTube

Ooook … stasera ho acceso la mia lampada di sale, indossato il pigiama e mi sono infilata nel letto, cercando un film da guardare. Ho trovato questo, “Stelle sulla Terra…”. All’inizio non sembrava un granché, ma confesso di aver pianto quasi per tutto il tempo… forse sono troppo emotiva, ma non è un semplice film… insegna veramente tanto, è da guardare con il cuore.

Ecco a voi la trama del film:
Ishaan è un bambino di nove anni con grandi difficoltà a scuola perché è dislessico. Ripete la terza classe e ogni materia rappresenta per lui un problema. Dopo un incontro con gli insegnanti, i genitori decidono di iscrivere il bambino in un collegio, per esso è molto difficile vivere lì inizialmente, ma riesce a trovare un amico Rajan, il migliore studente della classe. Ishaan vive questa nuova situazione come una punizione e soffre molto per la separazione dalla famiglia; inoltre anche nel nuovo istituto il bambino non riesce a fare progressi e sprofonda nella depressione fino all’arrivo di un nuovo maestro di arte, Ram Shankar Nikumbh o “Nikumbh Sir”.
Il docente, dislessico lui stesso sin da bambino si rende subito conto di trovarsi davanti un bambino con dislessia e contemporaneamente rimane profondamente colpito dalla creatività e dal talento che Ishaan dimostra nell’arte. Decide dunque di prendersi personalmente cura del bambino, intraprende con lui un percorso di riabilitazione della lettura e della scrittura e organizza una gara di pittura per tutta la scuola per permettergli di mostrare la sua grandissima abilità in questo campo. Ishaan fa un bellissimo disegno e arriva primo battendo il proprio maestro e finalmente sul suo viso si stampa un sorriso.

Buona visione a chi vorrà guardarlo! ❤