Genitori e figli alla ricerca del vero Sé

Quando un genitore legge qualche libro di psicologia clinica (questi giorni sto leggendo il libro che vedete nella foto soprastante), penso che la sua prima reazione sia quella di rimanere male. Sì, perché scopre che le radici di ogni disturbo si trovano nel periodo dell’infanzia. Quindi, i genitori sono in gran parte responsabili dei disagi psichici dei figli. Beh, questa consapevolezza ovviamente è dura d’accettare, in quanto nessun genitore vorrebbe fare del male al proprio figlio. A volte i genitori sbagliano a comportarsi non perché sono genitori cattivi, bensì perché essi stessi hanno carenze affettive e dipendono da una certa sintonia con i bambini, a loro necessaria perché in fondo, sono essi stessi dei bambini in cerca di una persona disponibile. “E per quanto ciò possa apparire paradossale… il bambino è disponibile, il bambino non ci sfugge come un tempo ci era sfuggita nostra madre. Un bambino possiamo educarlo in modo da farlo diventare come piace a noi. Dal bambino si può ottenere rispetto, aspettarsi che condivida i nostri sentimenti, nell’amore e nell’ammirazione del bambino ci si può rispecchiare, di fronte a lui ci si può sentire forti, quando se ne è stanchi lo si può affidare ad altri; grazie a lui è possibile, infine, sentirsi al centro dell’attenzione: gli occhi del bambino seguono ogni movimento della madre.”

In qualità di genitori, bisogna fare molta attenzione a non costruire prigioni invisibili in cui incatenare i nostri figli. Ci sono tantissime persone che arrivano in terapia con l’immagine di un infanzia felice e protetta, che erano state l’orgoglio dei genitori. Quelle persone sono stati bambini che per assicurarsi l'”amore” dei genitori, hanno percepito e risposto inconsciamente ai bisogni dei genitori. Sentivano che avevano bisogno di loro e questo dava un senso alla loro esistenza. Genitori insicuri sul piano emotivo, i quali per il proprio equilibrio affettivo dipendono da un certo comportamento o modo di essere del bambino. I bambini invece, hanno una grande capacità di adattamento e sviluppano una sensibilità per i segnali inconsci dei bisogni altrui. “Questo però, conduce spesso (non sempre)allo sviluppo di personalità “come se”, ovvero a ciò che si definisce un falso Sé. L’individuo sviluppa un atteggiamento in cui si limita ad apparire come ci si aspetta che debba essere e si identifica totalmente con i sentimenti che mostra. Il suo vero Sé non può formarsi né svilupparsi, perché non può essere vissuto. (…)Dalla difficoltà di vivere e manifestare i propri sentimenti autentici deriva la permanenza del legame, che non consente una reciproca delimitazione. I genitori infatti hanno trovato nel falso Sé del bambino la conferma che cercavano, un sostituto alla sicurezza che loro mancava, e il bambino, che non ha potuto costruirsi una propria sicurezza, dipenderà dapprima consciamente e in seguito in modo inconscio dai genitori. Non potendo abbandonarsi ai sentimenti propri e non avendone fatto esperienza, egli non conosce i suoi veri bisogni ed è al massimo grado alienato da se stesso.”

Non possiamo cambiare neppure una virgola del nostro passato, non possiamo cancellare i danni inflitti nell’infanzia, però possiamo provare a cambiare noi stessi. Possiamo farlo soltanto nel momento in cui iniziamo ad osservare i nostri ricordi degli eventi passati. Possiamo analizzare, conoscere la propria storia e imparare a convivere con essa. Dobbiamo imparare a a essere in grado di vivere e chiarire i nostri sentimenti infantili per non aver bisogno di manipolare inconsciamente i propri figli, per riuscire a lasciare loro la libertà di diventare quello che sono. Ogni bambino ha il legittimo bisogno primario di essere considerato e preso sul serio sin dall’inizio per quello che lui è (per i suoi sentimenti, le sue sensazioni e la loro espressione), ha bisogno di essere guardato, capito e rispettato dai propri genitori (in modo particolare dalla madre). Come genitori dobbiamo provare a cambiare noi stessi, per creare un mondo migliore, un mondo in cui i futuri adulti siano migliori.

Per chi fosse interessato al argomento, tempo fa avevo scritto quest’altro articolo: https://giorgianabratu.it/2017/03/27/perche-diventiamo-insensibili/

 

13 pensieri su “Genitori e figli alla ricerca del vero Sé

  1. Buna Giorgiana!
    As vrea sa citesc, dar nu am gasit traducerea… E o carte scrisa de tine? Ai un blog, mi-ar placea sa urmaresc, daca poate fi tradus.
    Te imbratisez cu drag,
    Marilena

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    • Bună Marilena! Articolul l-am scris luând inspirație din cartea din fotografie. Ar trebui să se traducă, în partea dreaptă al sitului era o icoană pentru traducere, controlez (traduceri Google, nu perfecte, dar se înțeleg).
      Mulțumesc pentru interes, te îmbrățișez și eu. 🤗

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  2. “A volte i genitori sbagliano a comportarsi non perché sono genitori cattivi, bensì perché essi stessi hanno carenze affettive”…..
    Queste parole mi trovano molto d’accordo nel senso che ognuno dà quello che ha ricevuto anche se si può sempre migliorare. Ripensando alla mia famiglia ho compreso che i miei genitori se hanno sbagliato nell’educarci è stato perchè anche loro avevano ricevuto la stessa educazione e non sapevano fare diversamente. Oggi ripenso a loro con gratitudine e capisco la fatica ed i sacrifici che hanno fatto nel portare avanti sei figlie e non ho alcun risentimento. Da giovani si è portati a giudicare…ma da vecchi si capiscono tante cose. Il mio non è un commento al post molto interessante ma solo una mia riflessione personale. Ciao Giorgiana

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      • Ciao Giorgiana. Non parliamo di colpe, è fuori luogo 🙂

        Sospendo io, per un po. Ho fatto in proposito un post ieri sera, “piccolo intervallo” Ma credo solo per un po’, sara’ qualche settimana, qualche mese al massimo. Sospendo dal fare dei post. Ma non di commentare, infatti ne stai leggendo uno bello lungo; la mia vita da “casalingo a tempo pieno”, non credevo, mi ruba del tempo. Chiaramente ci sono gli interessi, trovare anche un buco di tempo per leggere due pagine di rivista, vedere un documentario (scientifico, ufo, astrofisica, archeologia o mistero in senso lato ché sono poi gli argomenti delle mie letture, con le quali sono un po’ indietro) . Sto facendo della mia vita da pensionato un “ginnasio” nel senso originale del termine. Joggin, cyclette, esercizi ginnici in casa e ora nuoto, al mare,ho cominciato oggi pomeriggio. ben si capisce che, fra tante cose da fare ma anche attività, le giornate sono piene.

        C’e poi l’uscitina serale, alla quale non rinuncio nemmeno se piove, ci sono gli ombrelli. Un caffè al bare, due chiacchiere in croce con qualche amico scapolone come me ( incontro solo saltuariamente, per ovvi motivi , gli amici sposati, che sono poi la maggioranza- al contrario di quello che mi diceva mio fratello, poverino scomparso un anno fa a giugno, per addolcirmi la pillola. “mi sa che voi scapoli siete in maggioranza eh?”. Era a fin di bene, ma si sbagliava 🙂 ) e poi di nuovo a casa.

        Con la attività di blog mi capita di cenare anche alle 22,30. Cosi’, scrivendo più’ saltuariamente,, riesco anche a cenare prima. Scrivere dopo cena, ben capisci, viene un po’ in salita. In giornata, computer e web non esistono proprio, specie adesso in estate. Ricambio il forte abbraccio, ciao 🙂

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        • Caro Marghian, bellissimo leggere questo tuo commento. Mentre leggevo ti stavo vedendo. Sai che ti dico? Fai molto bene, una vita salutare fatta di esperienze, attività vere, reali, ciò che serve per stare bene. Ogni tanto ricordati anche della chitarra 😃. Sei forte, mi piaci! Buona estate!

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