Succede…

Immagine da Pinterest

Ci sono periodi in cui senti che la vita ti mette a dura prova. Periodi in cui ti stai domandando tanti perché e non sai più come colmare i vuoti. E così, ti aggrappi, ti lasci attrarre e rubi come una gazza ladra ogni piccolo spiraglio di luce. Lo rubi e custodisci con premura nel tuo cuore. Poi continui andare avanti in questo modo, sperando che arrivi il giorno in cui i tuoi vuoti saranno stati riempiti.
Ci speri… ti illudi… sbagli.
Sei fragile, vulnerabile, commetti errori…
Sbagli una volta, due, poi ci ricaschi ancora… e continui a chiederti il perché.
Sbagli… ma, cos’è uno sbaglio? Chi decide ciò che è giusto o sbagliato? A cosa facciamo riferimento per capirlo? Forse a dei valori inculcati da sempre dentro di noi…
Troppe domande, troppi pensieri.
A volte si dovrebbe vivere e basta. Forse sbagliato è sentirci così e negarci piccole gioie che ci rendono felici, soltanto perché abbiamo paura. E, forse le uniche domande giuste da fare sarebbero: “Cosa voglio veramente?”, “Cosa mi rende felice?”.

Ben venga il caos, perché l’ordine non ha funzionato.
– Charles Bukowsky –

76 pensieri su “Succede…

  1. He, he… Concludi con due domande da un milione di dollari!
    Nel tuo breve post, penso ci sia un po’ il percorso di tutti, temo che sia il destino dell’essere umano, la spiegazione anche di molte cose brutte che l’essere umano può commettere e commette nel cercare una sua strada e quindi deviando.
    Come sempre sei intelligente e sincera.

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  2. Che pasticcio!
    Non bisogna farsi troppe domande. Se ci si fanno troppe domande, troppe risposte non arrivano… e allora?
    Vivere serenamente, fare ciò che è giusto portando avanti il proprio programma di vita.
    Che poi… siamo o no fatti per sbagliare?… e imparare?
    Ciao… Buona serata… calda.
    Quarc

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    1. Sì Cuore, ogni tanto ci si stanca di tutto, ma è normale quando dentro si ha ancora certi vuoti da colmare… bisogna comunque non aver paura di vivere belle emozioni e questo lo so, non è facile per niente quando si è stanchi.
      Ti abbraccio, felice giornata. ☀️😘

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    1. Ciao Marirò!
      Scusa per il ritardo con cui rispondo, avevo letto il commento in un momento in cui non potevo scrivere, poi mi sono dimenticata… 😅
      È vero… è così che s’impara, passando da una prova a un’altra, tentando e sbagliando.
      Ciao, buonanotte! 🌺

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  3. Ciao Giorgiana.
    “Ben venga il caos, perché l’ordine non ha funzionato”. E se fosse l’opposto? “Ben venga l’ordine, perché il caos non ha funzionato” ? Potrebbe essere anche cosi’. “è così che s’impara, passando da una prova a un’altra, tentando e sbagliando”. Imparare, cosa e’ se non “mettere ordine”, “In…parare”, letteralmente significa “mettere insieme”, far coincidere. Mettere in pari appunto, “acoppiare”, “abbinare”, ossia…. mettere ordine. Per non parlare dell’ordine mentale, dell’equilibrio. E la natura, l’universo, che col solo caos non esisterebbero.
    Quel che ci succede, di cui ci e’ oscuro il perche’, e’ un prodotto fra causa ed effetto, ossia accadimento secondo un certo ordine. Succedere, latino “sub cedere” sta per “venire dopo”, “seguire- a questo su…..ccede quest’altro (a questo segue quest’altro, per questo diciamo “succedere”. .
    Scusami se sono un po’ tecnicistico, adesso cambio.
    Io credo che la vita sia tutta esperienza, anche le cose non belle. Non ci piacciono ma sono esperienze. Ci fortificano, ci forgiano, gli accadimenti; ci “vaccinao” per affrontare poi difficolta’ future. E come individui, e come specie. E’ attraverso le calamita’, le carestie, le scoperte casuali e le esperienze che la specie umana e’ diventata “piu’ forte” di quando gli individui vivevano solo 25 anni, e intere popolazioni morivano di malattie oggi curabili con una aspirina.
    Ciao ciao 🙂

    Marghian

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    1. Imparare sì, hai ragione, è un “mettere ordine”. Ordine e caos vanno a braccetto, come il bene e il male, yin e yang.
      Molto belle le tue riflessioni.
      Buongiorno carissimo, serena giornata! 😘

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      1. Grazie Giorgiana, sono riflessioni spontanee.
        “Ordine e caos vanno a braccetto, come il bene e il male, yin e yang”. Si’, come bello-brutto, grande-piccolo, intelligente-stupido, amore- odio, eccetera. Il mondo sembra reggersi sui contrari e contrasti. Gia’ un televisore o una foto in bianco e nero, se elimini i contrasti (traformando il nero in grigio e il bianco in grigio) l’immagine sparisce.
        Sai, pero’, che per certi il caos non esiste? Opposti e contrari non significano “caos”. Per molti pensatori, e anche scienziati, il caso non esiste (anche se, nel linguaggio comune, lo scienziato usa “muoversi a caso”) nel senso che tutto avviene per motivi precisi. Anche perche’ poi, dal caos totale non potrebbe nacere l’ordine. Quindi si preferisce pensare al passaggio da un dato ordine ad un altro ordine. Se pure il mondo ci sembra caotico, con eventi anche contro di noi (un uragano, un incendio che butta giu’ mezzo paese) potrebbe non trattarsi di caos; ma di un ordine che a noi sfugge. Gia’ risuciamo, pur se in modo imperfetto, con dei super computer a prevedere l’andamento meteorologico da qui a diversi giorni, siggnifica che matematicamente e’ stato individuato un certo ordine delle cose. “Ma sbaglia”. Se sbaglia, questo dipende dal non avere dati sufficienti. Ma teoricamente, se tu ci immetti tutti i dati, la previsione non sbaglia. Per me che NON conosco il gioco degli scacchi, i pezzi possono sembrarmi disposti a caso, senza un ordine. Ma se faccio un corso di scacchi, capisco che c’e un ordine- che a me sfuggiva-. Cosi’ puo’ essere per il mondo e la vita. Contrasti e opposti si’, ma non significano “caos”, anzi sono il prinicpio di tutto. Se no vogliamo credere in un “Creatore” basta pensare che siano eterne le leggi della matematica, della fisica, della chimica e della evoluzione degli eventi. Leggi eterne, per cui non farebbe molta differenza. Ciao 🙂

        Marghian

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        1. Mi piace tutto ciò che hai scritto e condivido i tuoi pensieri. Sono contenta che sono riuscita a farti scrivere tutte queste riflessioni. 😊
          “Caos”, nel mio scritto intendiamolo come “imprevedibilità” o nel senso di cose nuove, impreviste, sconosciute…
          Ti abbraccio Marghian!

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          1. Ciao Giorgiana. Ho riscritto eusta riflessione su Facebook (naturalmente senza nessun riferimento a persone…) e magari la metto anche sul mio blog. E’ capitato altre volte, da un commento trarre un post.
            ““Caos”, nel mio scritto intendiamolo come “imprevedibilità” o nel senso di cose nuove, impreviste, sconosciute…”. Ma è così che si deve intendere: una cosa- anche stabilita- se tu non la conosci, non sai quando e come, e’ come se fosse caos. Cosi’ come nell’esempio della scacchiera: se non conosco il gioco, la disposizioine dei pezzi mi appare caotico. Ma appare tale a me….Poi, imparando un po’, capisco che c’e un ordine. Intendevo questo. Ciao 🙂

            Marghian

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    1. Succede anche questo, purtroppo… succede rifare gli stessi errori, quando c’è un vuoto troppo profondo e si è deboli, si desidera e si spera. Succede…

      Però, sì… rifacendo sempre gli stessi errori , non si cambia niente. Le situazioni non cambieranno mai, facendo le stesse cose.
      Grazie Simo, buona giornata a te! 🙂🌻

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  4. In fondo ai nostri perché poche volte corrisponde una risposta valida. Quindi proseguiamo il cammino, sperando che il bene sia maggiore del male che tanto comunque c’è e ci sarà. Basta stare in guardia. E poi per ognuno di noi può essere che l’ordine sia tale laddove è caos o viceversa. Vai a capire… importante è essere equilibrati. Baci cara Giorgiana e auguri di buon ferragosto. Isabella

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  5. Se ci rende sereni ed in pace con noi stessi è giusto, se non lo racconteremmo ai nostri figli o ai nostri genitori è sbagliato…. se continuiamo a fare sempre gli stessi errori vuol dire che non abbiamo imparato la lezione e la vita continuerà a metterci alla prova fino a quando non saremo riusciti a salire quel gradino di consapevolezza.

    Buona settimana.

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        1. Staremo sul cavolo al Reader, ha una vita tutta sua, ci vuole eliminare uno alla volta… 😂😂😂
          Tornando a cose serie, vedi quanto sei carino? Stai addirittura chiedendo perdono. Quindi, aggiungi “carino” sulla lista. Ahaha!!!

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