Perché diventiamo insensibili?

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Quando sono a casa da sola, ho l’abitudine mentre svolgo vari lavori domestici, di mettermi le cuffie, accendere YouTube e ascoltare corsi che mi aiutano nel mio studio e crescita personale. Tra questi la mia totale attenzione è stata catturata dal corso di Psicologia clinica di Luciano Marchiano, e in particolar modo di una lezione in cui parla del come da bambini impariamo a crearci delle armature, corazze. Mi ha fatto riflettere moltissimo. Stavo pensando a noi umani, persone cosi diverse caratterialmente e nello stesso tempo uguali… siamo tutti anime speciali, dotate d’intelligenza e sentimenti e nessuno nasce cattivo. Allora perché diventiamo insensibili?
L.Marchiano lo spiega in modo molto semplice, a portata di tutti.
Iniziamo da piccoli a crearci armature, in parte per tenere a freno i nostri stimoli, per essere accettati. Le costruiamo dall’interno, per proteggerci.  Due stimoli importanti e “pericolosi” sono, uno la nostra vitalità, tirandola fuori tutta, la mamma, papà, la nonna, mi sgriderà, punirà e mi dirà di contenermi, quindi la devo inibire, non posso esprimerla completamente. Il secondo stimolo a cui da bambini dobbiamo stare attenti è quello che viene dall’esterno, le urla dei genitori, gli scapaccioni, le punizioni. La quantità dei genitori sadici è in aumento. Siccome hanno dovuto smettere di essere se stessi, non possono capire le esigenze dei bambini e queste gesta si possono notare frequentemente.
Si addestrano i bambini a essere umani ben adattati, perché noi lo siamo, è quello che sappiamo fare e spesso volentieri questo comporta a non tenere conto di loro, ma esclusivamente della cultura cui si deve adattare. Si mandano dei messaggi contraddittori, tipo: ti sgrido e ti sgrido, in modo tale da farti paura, finché non farai quello che ti dico. E mentre il bambino ha paura e l’istinto naturale gli dice di piangere, tu gli imponi di non piangere, blocchi la sua prima natura. E se il bambino non puo nemmeno piangere in quel momento, il suo stato d’animo è devastante, perché non sa come reagire. Queste situazioni pongono i bambini di fronte a un problema irrisolvibile. Possono permettersi di vivere in questo stato di devastazione? Per quanto tempo? I bambini impareranno a immunizzarsi, a non sentire più.
Questi esempi ci fanno capire l’importanza della famiglia, dei genitori, l’importanza dell’essere amati e capiti da bambini. Sono cose che formeranno il nostro carattere e incideranno sulla nostra sensibilità. I genitori sono fondamentali. Noi siamo il risultato del nostro passato, della nostra cultura.
Aiutiamo chi è diventato insensibile, attraverso la nostra sensibilità.
Ognuno di noi sta combattendo guerre personali di cui non possiamo essere a conoscenza, quindi siate buoni, gentili, compassionevoli, empatici. Dobbiamo provare a imparare a guardarci come fratelli, guardarci con amore, perché ripeto, nessuno nasce cattivo.
D. Myers insegnante di psicologia, ci suggerisce di spostare il centro dell’attenzione al di là di noi stessi e cercare le persone che hanno bisogno. La felicità accresce la felicità, chi si sente bene fa del bene e fare del bene fa stare bene.

Foto: http://www.dorinmihai.com

55 pensieri su “Perché diventiamo insensibili?

  1. Bellissimo articolo. Spero lo leggano tanti ma tanti genitori! Io ormai ho dato il mio contributo, credo che i miei ragazzi (ormai grandi 28 e 23) siano cresciuti con la consapevolezza che quel che pensano sopratutto a casa devono manifestarlo non aver timore dei nostri giudizi, perchè ho sempre cercato di esser parte della loro vita immedesimandomi nei loro problemi, cercando di andare loro incontro, e di risolverli insieme, Da quanto posso constatare quotidianamente non credo di aver sbagliato molto. E di sicuro non siamo stati dei genitori che mettevan paura, al contrario, sempre disposti al dialogo. Sò che non è facile, ma son sempre stata dell’idea che se un divieto non lo motivi con un’argomentazione valida, è solo un’interesse in più che accendi nella mente del bimbo. Stessa cosa vale per gli errori, lasciar fare le esperienze e diconseguenza gli errori, fanno farte della vita, ma poi cercare di far capire loro dove si è sbagliato è il miglior metodo. Buona serata Giorgiana

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  2. Condivido tutto ciò che hai scritto, espressione di una persona intelligente e sensibile. Non sono genitore ma sono consapevole che i bambini sono il futuro di questo pianeta e la sua risorsa più importante. Ma, come tutte le risorse più importanti, la stiamo distruggendo con un’educazione completamente sbagliata. Noto che stanno crescendo generazioni perse, piene di problemi e con nessuna certezza e noi adulti, con il nostro esempio, glielo stiamo confermando. Ma devo dire che ci sono anche molte eccezioni…bambini e ragazzi che hanno una genialità e maturità che ti stupisce, che è innata e che ti lascia un pò di speranza… Ciao Giorgiana!

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  3. Belle riflessioni. Credo non ci sia mai stato nella storia dell’uomo un periodo, diciamo semplice da vivere. Gli uomini ripetono gli stessi errori in contesti diversi. In passato forse le famiglie erano troppo rigide, soprattutto nell’educazione delle femmine, oggi mi pare che piaccia troppo atteggiarsi ad amici dei figli anziché attenersi al ruolo di genitori. Un genitore deve esser amorevole, ma deve essere una guida, un esempio, deve anche dare delle regole e dire dei no. Viviamo una società nella quale ognuno cerca di scaricare le proprie responsabilità, come si può essere di aiuto al prossimo se non siamo in grado

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  4. Giorgiana, sono figlia, non madre ma hai scritto qualcosa di interessante anche per me… e mi ripeto su quello che diceva Keith Haring : i bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato.
    Anzi, hai visto il film documentario ”i bambini sanno” ?

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  5. Come parole di polvere

    Ci sarebbe tanto da dire ma….penso da mamma di tre ragazzi che i genitori sono molto e troppo spesso responsabili….e che abbiano troppo spesso poca voglia di essere genitori. Post importante e grazie..😁

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  6. Un tema delicato ed impegnativo che hai saputo affrontare con semplicità unica.
    Brava!
    I miei ragazzi son grandi ( 36 e 41 anni), ma mi rendo conto che le dinamiche innescate in me, inevitabilmente ( anche perchè ne son diventata consapevole da meno di venti anni) han avuto ricadute in loro.
    Ora son felici e sposati: questo mi consola.
    Notte serena

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    1. 36 anni, anche la mia età… ☺
      Non smettiamo mai di imparare e anche se si sbaglia in tante cose, quando si diventa consapevoli è un grande giorno, perché vuol dire che parte delle cose sbagliate si possono sistemare.
      Buona giornata Marzia!🌞

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  7. Bellissime parole, “spostare l’attenzione da noi agli altri”, sembra un rimedio semplicistico, dispensato da molte religioni, eppure così difficile da realizzare. Però sono fiduciosa nell’uomo e nel futuro, la storia è ciclica, a periodi bui, sono sempre seguiti periodi di luce. Grazie per la condivisione e buona giornata.

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  8. E’ vero, lavoro difficilissimo quello del genitore, io ne ho una meravigliosa con quella vitalità che spazia e che a volte anche io le freno per la mia stanchezza e nervosismo. purtroppo è un momento difficile per l’umanita,.
    NON SAREBBE POSSIBILE POSTARE QUESTO TUO ARTICOLO TUTTI I GIORNI SULLA PRIMA PAGINA DEI QUOTIDIANI? Aiuterebbe tanto a ricordarci chi siamo. GRAZIE!!!!!!!!

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  9. Maria Domenica Depalo

    Complimenti per l’articolo.”Spostare l’attenzione sugli altri” è la chiave dell’empatia, del “patire”, cioè sentire insieme. Se non si è insieme, non si è. Tuttavia è difficile abbassare le proprie difese ed abbandonare l’armatura così faticosamente costruita.
    Se vi va, ho scritto un articolo che parla di empatia e della relazione con l’altro. Potrebbe interessare.
    Il blog è in costruzione e presto ci saranno altri articoli miei e di un’altra blogger bravissima.

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