Trovare noi stessi

fb_img_1480575635319

Un modo per riuscire a trovare noi stessi potrebbe essere quello che ci insegna Osho.
Vi propongo un piccolo assaggio, che a me piace tantissimo, del suo libro “La via del cuore”.

“Non lottare con la folla. Lascia che siano loro a scontrarsi: sono deputati a questo. Tu, piuttosto, cerca di trovare te stesso. E quando avrai conosciuto chi sei, potrai semplicemente ordinare a quella gente di non occuparsi di te: in realtà è così semplice! Ma prima dovrai trovare te stesso. Una volta che sarai te stesso, ci sarà anche il maestro, il padrone di casa, e tutta questa gente che pretendeva di essere il maestro comincerà a lasciarti in pace. L’umo che è se stesso, libero e scollegato dal passato, autentico, forte come un leone e innocente come un bambino può raggiungere le stelle, e andare perfino oltre; il suo futuro è d’oro.

La cosa più difficile nella vita è abbandonare il proprio passato, perché vuol dire lasciar cadere la propria personalità, la propria identità, se stessi. Tu non sei altro che il tuo passato con i suoi condizionamenti.

Devi osservare dentro di te qual è il legame che ti unisce al passato e perché continui a mantenerlo. E’ solo un abitudine, perché sin dall’infanzia ti hanno insegnato a condividere certe idee, opinioni, religioni, dottrine? Ti nutre in qualche modo? O, al incontrario, ti sta solo succhiando il sangue? Devi guardare dentro te stesso e e analizzare ogni cosa – politica, sociale o religiosa – che ti porti dietro dal passato, che il passato ti ha imposto tramite l’educazione e altri espedienti sociali.

Quando ti accorgerai che stai portando dentro di te del veleno, qualcosa di distruttivo che condiziona tutta la tua vita, allora sarà facilissimo liberarsi del passato. E quando te ne sarai staccato, avrai in mano un immenso potenziale di crescita. All’improvviso sarai rinnovato e giovane, libero da pesi, parassiti e fardelli inutili che non erano altro che scorie, ma li portavi dentro di te perché anche i tuoi genitori, i tuoi nonni, tutti i tuoi antenati lo hanno fatto. Si tratta semplicemente di vedere cosa ti sta facendo il passato. E’ un amico o nemico? Questa intuizione è sufficiente a operare un taglio netto.”

Fai ciò che senti di fare e assumiti l’intera responsabilità delle tue azioni.

Foto: http://www.dorinmihai.com

10 pensieri su “Trovare noi stessi

  1. fausto

    QUEI RICORDI…

    di Fausto Corsetti

    Sembrerebbe quasi una esagerata semplificazione affermare che il momento presente e ancor più quello futuro è segnato dalla memoria di quanto già si è vissuto e sperimentato.
    Eppure i nostri occhi sono intrisi di luci, colori, immagini, volti, gesti, suoni già raccolti e gelosamente, indelebilmente, custoditi uno dentro all’altro, nell’intimo di noi stessi.
    E’ sufficiente un cenno perché torni presente un’emozione vissuta. Un colore o un riflesso di luce hanno la forza di evocare volti o confidenze passate, che tornano a vivere come fossero appena accadute. Un suono, un semplice accordo musicale, può far tornare a vibrare dentro una melodia dimenticata. Un profumo può schiudere farfalle di immagini e coriandoli di colori. Una parola può far rivivere il calore di una voce amica e ridonare sicurezza e serenità a un cuore inquieto.
    Non sempre se ne è coscienti. Eppure, talvolta, in particolari circostanze, pur trovandoci in luoghi non familiari ci si sente come a casa, sereni, sicuri, custoditi.
    Qualcuno ha scritto che la nostra felicità è racchiusa e custodita dalla memoria e soltanto là vive… Per questo, la memoria non può avere che origini straordinarie, divine. Così come la felicità. E, sia l’una che l’altra, maturano segretamente e lentamente, proprio nel quotidiano scorrere del tempo.
    L’intera esistenza umana è come una vorticosa raccolta di sentimenti, emozioni e memorie. Indelebilmente vanno a depositarsi dentro, nell’intimo, e preparano il nuovo che verrà, nella ricerca di un senso che dia unità al lento succedersi dei giorni.
    La ricerca faticosa di unità, di significato, di luce, di futuro che muove i passi di ciascuno di noi, si compie lentamente, allo stesso modo in cui si realizza un cammino: un passo dopo l’altro. Oppure un dipinto: un segno di colore dopo l’altro.
    All’interno, nel nostro intimo vanno accumulandosi segni, suoni, volti, ricordi che diventano premessa del nuovo, dell’inedito, del futuro che, familiare, attende e si fa incontro.
    Quanti giorni dovrà vivere un bambino prima di diventare uomo? Quanto tempo dovrà passare prima che un uomo torni ad essere bambino, capace di stupore e riconoscenza?
    Dove abita il senso e l’unità di quell’interiore vorticoso turbinio di ricordi, di sentimenti, di domande, di dolori, di passioni che travolge il cuore di ogni uomo?
    Tante domande sembrano esprimere l’insistente domanda di senso che avvolge ciascuno di noi alla ricerca di una traccia indelebile che dia significato all’essere e al divenire.
    Tra la popolazione curda vi è la consuetudine di salutarsi con un’espressione davvero singolare: “Ti porto nei miei occhi”. Non abita fuori ciò che conta. Non rimane estraneo colui che si ama.
    Attenzione, rispetto, delicatezza, tenerezza, presenza. E’ lo stile di vita di quanti hanno compreso, di quanti hanno scoperto che non vi è nulla di poco importante, ma tutto è segno, anticipo, promessa: il frammento vale quanto l’intero, il dettaglio anticipa il tutto, l’avvenire è compimento dei ricordi.

    Liked by 1 persona

    1. Fausto Corsetti sei tu, giusto?
      Che dire? Illumini il mio cuore! Ti do del tu perché ti sento molto vicino, perdonami se sbaglio.
      Hai un dono e una forza meravigliosa. Grazie, grazie infinite per questi tuoi regali! ❤
      Namastè!
      PS. Quello che mi hai appena scritto è molto profondo, ma mi ha fatto tornare in mente un cortissimo viaggio, molto importante per me, fatto in Romania due anni fa. Appena troverò un’oretta di tempo, lo riscriverò.
      Grazie ancora e buona domenica! 🌞

      Mi piace

  2. Il passato.. Sempre presente. Come uno scherzo di un bambino me lo ritrovo a fare cucù sul mio cammino, una strada senza uscita, spesso troppo dolore, nostalgia, emozione. Vorrei non essere più legata ma non riesco a lasciarlo andare,mi viene più facile lasciar andare i giorni presenti. Bellissima riflessione, grazie!

    Liked by 1 persona

    1. Però come dice Osho “il passato ci condiziona” ed è importante capire in che modo, perché questa consapevolezza può aiutarci a superarlo. Siamo belle anime in continua evoluzione.
      Triste tuo commento, ma molto bella la tua descrizione.
      Ciao, ti ringrazio! 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...