Buongiorno

Aprite i vostri cuori e uscite di casa con la giusta carica di positività.
Sorridete, il mondo vi apparirà più bello! ☀️

Speranza vitale

“Proprio davanti all’imposibilità lampante di certe dannazioni umane, più che mai bisogna affidarsi all‘idea, che potrà lei sola, agendo misteriosamente come miracolo, liberare la terra dai mostri, dall’assurdo.”
– Elsa Morante (La Storia) –

L’idea intesa come speranza vitale.

Immagine da Pinterest

Angeli per un giorno

“Girl and Angel” by Charlie Mackesy

Sconosciuti che ti si avvicinano
e all’istante
la tua esistenza migliora.

Cose così

E volo, volo, sempre più in alto
nel cielo macchiato di blu.
Ben salda, aggrappata al loro filo
i palloncini mi portano su.

Danzano, ruotano, si affollano,
mi sento libera, lì.

Continuo a salire
leggera, più spoglia,
poiché i pesi si staccano da me.

Il vento,
a volte è forte.
Bisbiglia, graffia, urla,
mi vuol portare giù.

Mi faccio forza,
richiamo i colori
e i palloncini crescono di più.

La corsa continua,
volo più su.

Ringrazio mio carissimo amico, colui che m’incoraggia a realizzare il desiderio di scrivere, desiderio che mi permette di volare. GRAZIE!

Immagine da Pinterest

Sorridere agli sconosciuti

Uscendo tardi dal lavoro e andando di corsa verso la macchina, per provare ad arrivare in tempo a scuola a prendere i miei figli, sono passata vicino a una signora, non giovane, magrissima, vestita un po’ maluccio, dall’espressione triste e con uno zainetto sulle spalle. I nostri sguardi si sono incrociati. Le ho sorriso e ho continuato a camminare, ma dopo pochi passi, ho sentito il bisogno di girarmi. Si era girata anche lei… tornai subito indietro dicendole a voce bassa, impacciata e tirando già fuori il portafoglio dalla borsa: “La vedo un po’ così, ha bisogno…?
“Sì, sono bisognosa…” mi ha risposto con un filo di voce.
Qualche secondo dopo, ero già in macchina, sentendomi colpevole di non aver fatto altro e averle lasciato soltanto €5. È successo tutto troppo in fretta e non avevo proprio tempo, ma mi ha fatto riflettere tantissimo e ho imparato qualcosa di molto importante, cosa che voglio condividere con voi. Sono convinta che il sorriso rivolto a quella signora è stata una chiave di accesso. Lei si era fermata e girata verso di me. Sicuramente aveva bisogno di rivolgere la parola a qualcuno e molto altro, ma le persone bisognose non si rivolgono a nessuno se non sentono che possono farlo. Difficilmente chi si trova in difficoltà, ce lo verrà a dire, se non siamo noi per primi a renderci disponibili. Oggi, a me è bastato un sorriso, per guadagnare la fiducia di una sconosciuta…
Dovremmo aprire sempre più i nostri cuori, fare attenzione a chi ci circonda e fermarci a parlare più spesso con le persone. Non passate indiferenti vicino a chi è ovvio che si trova in situazioni di disagio di qualsiasi tipo e se non potete aiutare diversamente, tante volte anche un sorriso può fare molto. Sorridere a qualcuno, prima di tutto significa “ti ho visto, non sei invisibile”.
Mi auguro che la prossima volta che mi succederà un episodio simile, riesca fare di più.

Vi abbraccio e sorrido!
Giorgiana

Foto da Pinterest

Amare

Sarà un argomento banale, ma… pensavo all’amore, come l’unica cosa che ci può salvare da qualsiasi situazione in cui ci troviamo, dai grossi disagi ai più piccoli. È utopico, lo so, ma anche le guerre sparirebbero se gli uomini amassero i loro prossimi. E poi, quando ci sentiamo soli, depressi, l’unica cosa che ci può salvare è sempre l’amore. Se non lo riceviamo, lo possiamo comunque dare, ci possiamo innamorare delle nostre passioni (volontariato, libri, attività all’aperto, musica, ecc.) e questo ci porterà a star bene, a rialzarci e andare avanti col sorriso. Tenere la mente occupata e il cuore acceso ci salverà da ogni difficoltà.

Amate, amate amate! Non importa cosa fanno gli altri, voi amate! Amate qualsiasi cosa, ma amate…

Foto da Pinterest

Gestire le emozioni

Siamo talmente condizionati dalle nostre abitudini quotidiane che continuiamo a pensare e organizzare la nostra vita, convinti di non avere nessun controllo. Vediamo ciò che pensiamo sia possibile, senza renderci conto che dentro di noi c’è un mondo vibrazionale che influenza tutta la nostra realtà. Questo mondo interiore è  creato dalle nostre emozioni e pensieri. Se noi esseri umani, impareremo a gestire e indirizzare in modo consapevole le proprie emozioni, saremo capaci di cambiare la nostra realtà, perché sono i propri stati d’animo  che determinano  le circostanze esterne e non il contrario.
Le emozioni positive sono fonte di benessere, esercitano un immenso potere sul nostro corpo e sul mondo, nutriamole, facciamole diventare abitudine, provando a eliminare i pensieri negativi.
Un sorriso e buona giornata!☀️

Uomini e donne, insieme per la conquista di un nuovo modo di essere.

In occasione della Giornata internazionale della donna, voglio abbracciare calorosamente tutte voi donne che mi state leggendo e proporvi dei brani da leggere, tratti dal libro “Educazione al femminile”. È un invito a riflettere, per uomini e donne, ma anche un modo per far capire l’importanza del continuare a combattere gli stereotipi di genere e andare verso un cambiamento morale, verso l’accoglienza e il rispetto.
Noi donne, soggetti molto complessi, forti e di estrema importanza, abbiamo rivoluzionato il mondo e conquistato i nostri diritti, ma nonostante tutto questo, dobbiamo ancora lottare, per arrivare a una maggiore consapevolezza di sé e crescere, educare i nostri figli a una vita virtuosa, in modo da poter eliminare sempre di più la violenza.

La donna, sia a casa che a scuola, comunque educa, vale a dire insegna competenze, trasmette valori, fa apprendere condotte irrinunciabili per l’integrazione nella comunità nella quale il bambino che cresce è chiamato a vivere; e lo fa anche se, per ogni caso, con finalità, modalità, tempi, spazi e compagnie diverse. A lei per tradizione e per costume e ideologia in società cristiane – sarebbe interessante vedere in contesti culturali che non hanno dietro a sé millenni di ideologia religiosa ispirata al Vecchio e al Nuovo Testamento  e a una determinata storia sacra, che si deposita in testi scritti e iconici – è affidato primariamente il compito di un’acculturazione di base dei figli. Il che significa, le attribuisce non solo un ruolo preciso, ma anche un valore nell’ambito della società, le riconosce nel “milieu” domestico un posto di primaria importanza. Le vicende delle ultime generazioni, quando la donna è diventata libera di procreare oppure no, non diminuiscono tale significato, semmai lo rendono più cosciente.

(…)

 Soggetti imprevisti. Con questa espressione Carla Lonzi, una delle figure principali del femminismo italiano degli anni Settanta, definisce il nuovo proporsi delle donne sulla scena del mondo, nella luce di una visibilità sempre negata. Soggetti perché le donne non lo sono mai state, semmai specchi in cui potesse riflettersi l’uomo, forme minori dell’umanità, destinate a vivere nel cono d’ombra, figure potenti solo negli immaginari maschili, impauriti e nostalgici del luogo d’unione con la madre, o nell’esaltazione rimata dei poeti. Imprevisti, dunque, perché la storia degli uomini si è costruita nell’assenza femminile – o grazie all’assenza femminile – e non ne ha previsto la comparsa come oggetti con cui imparare a condividere i percorsi.

Scrive ancora Carla Lonzi:

Noi diciamo all’uomo, al genio, al visionario razionale che il destino del mondo non è nel andare sempre avanti come la brama di superamento gli prefigura. Il destino imprevisto del mondo sta nel ricominciare il cammino per percorrerlo con la donna come soggetto.

L’immagine imprevista è quella di procedere insieme, nel tempo e nel mondo, ambedue soggetti, differenti, donne e uomini. Il separatismo, allora, che è stato pratica del femminismo, si presenta come tattica temporanea, il bisogno di essere sole, di parlarsi tra donne, per inventare o ritrovare quei soggetti imprevisti, sempre negati.
(…)

Il cambiamento, però, c’è stato e ha mutato condizioni di vita e attese di sé nel presente e futuro, ha mutato le percezioni e autopercezioni di quel che significa essere donna, essere uomo, desiderarlo, divenirlo, ha mutato le relazioni tra i sessi private e sociali. Ed è stato anche rapido, sopratutto se confrontato con un passato sostanzialmente immobile rispetto alle concezioni di femminilità e mascolinità, ai destini dei soggetti sessuati.

Altri soggetti imprevisti, quindi, si sono presentati al mondo, le nuove donne e i nuovi uomini, figlie e figli di quel tempo e di quella proposta che le donne avevano fatto agli uomini, “il destino imprevisto del mondo sta nel ricominciare il cammino per percorrerlo con la donna come soggetto”, ma che cercano la strada – più o meno consapevolmente – per interpretare la propria proposta secondo quello che loro sono, secondo quanto sanno o vogliono cambiare di sé e del mondo.

Il cambiamento vero genera altro cambiamento e nel fluire del tempo e delle storie, collettive e individuali, si mostra difficilmente prevedibile.

Anche i soggetti maschili si devono adattare ai cambiamenti. Se il vissuto più diffuso è la difficoltà a riconoscersi nei modelli del passato, vi è la fatica, il disorientamento a ritrovarsi giovani uomini nella possibilità di percorsi innovativi. Tra un maschile confuso che mima ancora valori tradizionali, anche violenti, di virilità (e, come esempio estremo, ma ormai purtroppo quasi quotidiano, l’infinita catena di assasinii di donne da parte degli uomini che non conoscono altro strumento di reazione all’abbandono e alla disperazione) e un maschile – ancora largamente minoritario nel nostro Paese – che si cerca attraverso un pensiero di genere e di parzialità, soggetti nuovi e imprevisti rispetto a un passato in cui essere uomini aveva il significato di rappresentare l’universalità e la neutralità:
Negli ultimi anni è nata anche in Italia una rete maschile di riflessione critica sui modelli dominanti di mascolinità e di iniziative di uomini che scelgono di prendere parola sulla violenza, sui rapporti tra i sessi, su culture e linguaggi generati dal patriarcato a partire dalla loro identità e dala loro esperienza sessuata.
Anche se minoritaria, questa ricerca e questo pensiero degli uomini, si inserisce in una crisi più diffusa dei modelli della virilità patriarcale e normativa e influenza il senso comune e la percezione e autopercezione diffusa, che, se pure confusamente, registra il malessere maschile. (…) La perdita dell’universalità, significa il superamento di quella condizione che Stefano Ciccone chiama miseria maschile, e, apre gli spazi alla crescita di nuove possibilità per gli uomini, l’apparire al mondo, forse, di altri soggetti imprevisti.
(…)

Quello che è accaduto e quello che è cambiato nelle narrazioni delle donne e uomini si legge nei racconti della storia che ha accompagnato la nostra esistenza e ognuno può, o dovrebbe, poterlo leggere nella propria storia.
Ma questo significa proporsi un compito arduo, di intrattenimento, concentrazione soprattutto su di sé che non tutti o tutte sono disposti ad assumersi: eppure è il passaggio necessario per avviarsi alla proposta educativa, alla proposta di ricerca di sé da rivolgere agli altri e alle altre e che sostanzia questa pedagogia delle ovvietà. (…)
L’educare assolve il suo compito etico, dunque, nel momento in cui aiuta il divenire persona di ciascuno, questa donna o questo uomo, la ricerca di sé, la critica, il dubbio, gli approdi temporanei, il continuo sapersi progettare nel teatro interiore, nel teatro delle relazioni con gli altri e le altre, in cui l’essere e agire virtuoso si apprende come indissolubilmente legato alla coscienza di sé e alla coscienza, consapevolezza dell’esistere altrui.
Per un’educazione all’essere e divenire soggetti morali, che sanno attribuire valori, operare scelte, interpretare e dare significato personale – ma avviando anche il nuovo che è in ciascuno e ciascuna – alle architetture collettive di senso. Senza smettere di considerare, in qualunque stagione della vita, la propria opera di ricerca come un possesso mai definitivo, sempre da rinnovare, una sapienza, al tempo stesso, irrinunciabile e temporanea.

Vorrei che si leggesse questa mia riflessione che si sviluppa nella storia dei generi e delle generazioni, come una proposta trasformativa (utopica) verso un altro mondo, in cui si raccontino altre e nuove storie tra i due sessi,  in cui la coscienza di sé, come individuo sessuato divenga per ognuno assunzione di responsabilità morale, vera, e forse ovvia, nel momento in cui il nuovo, che porta al mondo i soggetti imprevisti è inanzitutto, e forse non è necessario dire molto altro, una coscienza di rispetto, accoglienza e cura delle differenze e molteplicità, pluralità dell’essere donne e uomini.

Barbara Mapelli

 Foto tratta da Pinterest

Vivere Adesso

Appena vedo qualche fiocco di neve, impazzisco di gioia. Ahaha!!! Ma poi, quando i fiocchi sono scesi a miliardi, come si fa a non guardare con dovuta ammirazione il manto bianco formatosi, e non improvvisare una bella pista per scivolare con il bob? Non si può resistere, no no.

Stamattina, ho caricato in macchina i miei figli e una loro amica e siamo partiti a divertirci, a casa della nonna. Giornata magnifica, mi mancava tantissimo buttarmi sulla neve, spensierata. Ecco, spensieratezza è la parola giusta per descrivere ciò che ho sentito. Si parla tanto del vivere “qui e ora” ed è una cosa veramente difficile da fare, perché i mille pensieri quotidiani non ci danno mai tregua, però non bisogna mai demordere. Ogni tanto dobbiamo provare a calmare la mente e concentrarci soltanto sulle cose che facciamo in questo preciso istante, senza pensare a ieri o domani. Grazie anche alla neve, per me è stata una giornata meravigliosa, ho vissuto veramente il presente…

C’è una domanda, letta nel libro di Eckhart Tolle “Il potere di Adesso”, a me rimasta impresa: “Adesso hai qualche problema?” Sono andata a cercarla nel libro e vi saluto così, trascrivendovi qualche frase:

“Per un attimo, dimenticati della tua situazione esistenziale e presta attenzione alla tua vita.
Qual è la differenza?

La tua situazione esistenziale esiste in relazione al tempo.

La tua vita a adesso.

La tua situazione esistenziale è creata dalla mente.

La tua vita è reale.

Trova lo stretto passaggio che conduce alla vita. Si chiama Adesso. Restringi la tua vita a questo momento. La tua situazione esistenziale può anche essere piena di problemi (molte lo sono), ma prova a vedere se c’è qualcosa che non va in questo istante. Non domani,né tra dieci minuti, adesso. Adesso hai qualche problema?
Quando hai troppi problemi, non c’è spazio per far entrare niente di nuovo, né per una soluzione. Perciò, tutte le volte che puoi, crea un intervallo in cui trovare la vita sotto la tua situazione esistenziale.
Usa appieno i tuoi sensi. Vivi nel punto in cui ti trovi. Guardati attorno. Osserva e basta, senza interpretare. Cogli lo spazio che permette a tutto di essere. Entra in profondità nell’Adesso.”