Specchiati!


Oggi, anzi adesso, fai qualcosa di piacevole per te.
Sì, p
roprio così. Non aspettare niente da nessuno, sii tu per primo a volerti bene ed essere gentile con te stesso/a. Poi se lo farà anche qualcun altro, ben venga, la gioia sarà doppia. 🙂
Fai una cosa, fidati di me. Vai nel bagno e chiudi la porta. O se sei da solo/a, vai davanti a qualsiasi specchio. Guardati! Guardati bene e sorridi!
Oh, che bello! Ahahaha!
Chiamati! Sul serio, chiamati! “Gio! Gio! Gio, ci sei?” Ahahah! Fai un bel respiro profondo e continua a sorridere, dì a te stesso/a che sei forte. “Sei forte, ti meriti il meglio che c’è! Sei forte, puoi fare ogni cosa.”
Guardati negli occhi. Sei unico/a, bello/a, sei tutto ciò di cui hai bisogno per caricarti le batterie. Continua a sorridere e sii fiero/a di te!
E adesso vai. Vai! Vai davanti allo specchio. Tornerai a leggere più tardi.
Specchiati e SORRIDI alla vita!

Foto da Pinterest

Com-prendere

“Credo che a parole come comprensione e accoglienza, parole che nel tempo e con l’uso hanno perso significato, hanno perso spessore, si debba ridare significato e consapevolezza. Com-prendere, abbracciare… al di là del capire, del piano puramente intellettivo, comprende appunto una componente emozionale, di attenzione alla relazione, alle differenze, ma anche all’identità, per superare la paura. Comprensione parla della capacità empatica di poter sentire ciò che vive e sente l’altro.”
(L. Magazzeni e P. Arcesilai – MIUR)

Un caldo abbraccio! ❤

Foto da Pinterest

Un altro tipo di analfabetismo :)

Vi lascio due frasi a me piaciute tanto da rachiuderle in una bella fotografia. 🙂 

“Dobbiamo augurarci tutti – e noi adulti per primi – di essere analfabeti.
Quell’analfabetismo che non ci fa mai sentire arrivati, chiusi in illusorie certezze, ma disponibili allo stupore da cui nasce prepotente il bisogno di capire.” (Ciotti, 2011)

Lo stupore può essere considerato il motore dell’intelligenza.

Vă las două fraze care mi-au plăcut atât de mult încât le-am închis într-o frumoasă fotografie. 🙂

“Trebuie să ne dorim – noi adulții în primul rând – să fim analfabeți.
Acel analfabetism care ne face să nu ne simțim niciodată împliniți, închiși în certitudini iluzorii, însă disponibili la acea uimire din care naște cu aroganță necesitatea de a înțelege.” (Ciotti, 2011)

Uimirea poate fi considerată motorul inteligenței.

Emozione


Ma come fa?
Come ci riesce?
Si è innescata
impadronendosi di me,
in men che non si dica.
Ha disteso il mio viso
e il cuore pulsa più rapidamente.
Il suo è un sapore speciale…
una breve ondata di estremo piacere.
Eppure,
è soltanto un’emozione.

Foto da Pinterest

“Le mie pagliuzze” – Dora Buonfino 

Non sono brava a recensire i libri, ma sento il dovere di farlo. Sicuramente la maggior parte di voi conosce già Dora Buonfino, grazie al suo blog  https://almenotu.com/ .
Appena uscito il suo libro “Le mie pagliuzze”, lo comprai, incuriosita dall’argomento e pensando che poteva essere d’aiuto per i miei studi, ma dopo poche pagine mi resi conto che Dora mi stava parlando, parlava a me, nella veste di mamma. È un libro che dovrebbero leggerlo tutti, genitori, educatori, tutte quelle persone che stanno in contatto con bambini o persone appartenenti alle categorie più “deboli”. Dora ci fa un grandissimo regalo, ci dona la parte più difficile di lei, ci distribuisce le sue pagliuzze, invitandoci alla riflessione. Questo romanzo, attraverso gli occhi e il cuore di una bambina vittima di abuso sessuale, in modo delicato, oltre a farci vedere le atrocità che a volte accadono, ci suggerisce in che modo possiamo difendere i nostri cuccioli. E se ci saranno casi in cui non riusciremo a proteggerli da subito, Dora, raccontando il suo vissuto, ci aiuta a renderci conto dei segnali di disagio, malessere interiore, pericolo che corrono. Una volta iniziato, ho letto questo libro, tutto di un fiato, con la matita in mano, sottolineando tutti gli indizi (comportamenti strani) che avrebbero potuto accendere un campanello d’allarme e gli atteggiamenti dei genitori, che hanno portato la piccola protagonista a non confessare le sue enormi difficoltà, allontanandosi e chiudendosi in se stessa.
Qual è il messaggio che ha trasmesso a me questo libro? Il valore del dialogo tra i genitori e figli. L’importanza del prestare attenzione ai comportamenti dei bambini, del rispetto della loro intimità, del capire come sono fatti, quali sono i loro desideri, bisogni, cosa li rende felici, quali sono i loro sentimenti e agire non per come siamo noi, ma per come sono loro, non dando mai per scontato assolutamente niente. Ci insegna anche l’importanza della complicità delle madri, essendo loro, più di chiunque altro, quelle che possono cambiare le situazioni. Fatevi un regalo e leggetelo, è un libro di facile lettura che vi arricchirà!
Mentre leggevo, tante volte avrei voluto avere Dora di fronte per abbracciarla e tante altre per ringraziarla. Lo faccio cosi, in modo virtuale:
Carissima Dora, ti ringrazio dal profondo del mio cuore e mi congratulo con te per il coraggio e la forza che hai avuto, ma soprattutto per il desiderio di condividere con tutti noi, quest’orrenda esperienza che non dovrebbe viverla nessuno. Il tuo romanzo non è un semplice modo per liberarsi dai propri fantasmi, ma un gesto d’amore verso di noi. Ti abbraccio forte!

Chiudo lasciandovi il collegamento ipertestuale di un’altra recensione del libro, un altro punto di vista, a mio parere molto molto bella:

https://cuoreruotante.wordpress.com/2017/10/25/le-mie-pagliuzze-di-dora-buonfino/

Buone feste a tutti! 🎉

Un caldo abbraccio e tantissimi auguri di serene feste! 🎉🎉🎉

Le foto utilizzate per la creazione del video, sono state prese da Pinterest.

Verrò a cercarti…

Ci pensi mai a noi?
A me,
a come sarebbe stato
se tu avessi preso
decisioni diverse.
Se sono felice,
quanti figli ho,
cosa racconto loro
quando chiedono di te…
E tu?
Tu come stai?
E la montagna,
gli alberi,
ti parlano di me?
Ti hanno detto cosa sento
e che penso spesso a te?

Foto da Pinterest


Piccola riflessione 🙂

Mi sono soffermata un attimo a riflettere su questa frase, detta dal docente di pedagogia speciale: “Agisco come ti penso”, in base a come sei nella mia testa, non in base a quello che sei veramente, ti sopravaluto o sottovaluto…

Quattro parole che aprono un mondo intero. Siamo un intreccio tra come mi penso e come tu mi pensi e tante volte ci costruiamo un’idea di noi e degli altri, sbagliata, soltanto perché ci arrendiamo a ciò che ci arriva dall’esterno.

“Agisco come ti penso”… sono sempre io a scegliere come agire e se c’è qualcosa che mi agita, forse devo chiedermi il vero perché…

A voi le ulteriori riflessioni!
Un sorriso a tutti!🙂

Carezze

Mi sciolgo
sotto le tue
soavi carezze
come
i cristalli di neve
al calor
della pelle.

Giorgiana



Foto da Pinterest


“Conversazioni con Dio” – film

Ho appena finito di guardarlo, per me è meraviglioso, assolutamente da vedere.

È la storia vera di Neale Donald Walsch (autore del omonimo bestseller venduto in tutto il mondo), che in seguito a un incidente perde il lavoro e da quel momento le cose iniziano a peggiorare fino a diventare un homeless…