Pensieri positivi

I nostri pensieri sono vibrazioni emesse nell’universo. Esse ci ritorneranno indietro attraverso situazioni che rafforzeranno i pensieri inviati, positivi o negativi. Bisogna fare attenzione al tipo di vibrazioni trasmesse, sono alte o basse?
Fate un piccolo sforzo e scegliete i pensieri positivi, sorridete, siate grati e AMATE!

Buon weekend a tutti! ☀️

Commozione elevata

Ph. by Gerald Gribbon

Mi commuovo davanti alla bellezza interiore delle persone.
Esse inondano la mia anima di energia positiva.
Ammirandole, progredisco.

Tocco melodioso

No, non è sfiorare,
ma di più.
Vellutati polpastrelli
ridestano i miei sensi.
Il corpo?
Universo si fa.
Danzando felici,
milioni di cellule
colorano l’oscurità.
Ad ogni tocco
un nuovo suono,
potente vibrazione.
Mhmm…
restiamo in questo spazio,
tu suona, premi!
Non smettere ormai…
Un fervido viaggio,
alte frequenze,
io e te.

Immagine da Pinterest

Osare l’utopia

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Noi vi possiamo insegnare, anzi, vi dobbiamo insegnare – in linea col richiamo di Bertin a essere “inattuali” per incidere sul proprio tempo – l’impegno della resistenza; una pacifica, non violenta, ma utopica resistenza.
Contro il lavaggio del cervello di chi vuol farvi credere che siete solo la vostra identità di consumatori, che il vostro valore dipende dal denaro che avete, che la flessibilità del lavoro rende tutti più produttivi e competitivi, che apparire in televisione è  la massima aspirazione possibile, che se qualcuno ha accumulato ricchezza e potere è degno di ammirazione, che la verità è  quella che ci dichiarono i potenti della terra… problematizzate, guardate dietro sotto sopra le cose che vi fanno vedere, resistete!
Perseguite la conoscenza, pretendete di sapere e di poter sapere, pretendete di poter piangere per tutti quei bambini violati e uccisi nel mondo e non solo per quelli su cui vengono puntati i riflettori;
– riprendetevi i sogni che vi hanno, che forse vi abbiamo sottrato, dandovi in cambio soltanto delle cose e suggerendovi che quelle cose potevano rendervi felici;
– perseguite la felicità  che coincide con l’individuazione e la costruzione di un significato per voi e per gli altri;
– osate l’utopia della divergenza e della creatività,  sfidando il senso comune e le narrazioni che ci propinano i detentori del potere, ribeĺlatevi alla retorica della ricerca ossessiva dello sviluppo, prendete le parti dei tre quarti di umanità che non ha alcun diritto riconosciuto dall’altro  quarto, neppure, e principalmente, quello di vivere!
E se davanti a guerre che anziché  risolvere i problemi li complicano tragicamente, molti continuano a ripetere che la pace è un’utopia, resistete e chiedete pace, costruite pace, educate alla pace, in qualunque contesto vi troviate ad operare, con l’impegno anonimo ma costante della quotidianità.
Certo, la pace costituisce la più radicale delle utopie, quella che l’umanità non ha mai neppure perseguito  ritenendola impossibile, ma solo perché i pochi che hanno sempre tratto vantaggio dalle guerre hanno continuato a indicare queste ultime come unica, necessaria e spesso giusta modalità di soluzione dei conflitti.
Ricordate che l’utopia eccede, va oltre la nostra possibilità  di pensarla, è più  di quello che possiamo, ma se fedeli al lascito di Bertin perseguiamo la direzione della ragione proteiforme forse riusciamo, forse riuscirete a spostare sempre più in là i confini del possibile, fino a intravedere nuovi spazi,nuovi percorsi, nuovi traguardi.
Incamminatevi in quella direzione e la vostra capacità di impegno e di utopia possa contagiare anche noi, stanandoci dall’indifferenza e dalla rassegnazione e inducendoci ad affiancarvi nella vostra pacifica e rivoluzionaria resistenza.

Brano tratto da “Elogio dello SCARTO e della RESISTENZA” di Mariagrazia Contini

The magic

Ph. Katie Andelman

“Non è un caso se siamo circondati da un’atmosfera protettiva, oltre la quale non c’è aria né ossigeno. Non è un caso che gli alberi producano senza sosta l’ossigeno, rifornendone l’atmosfera. Non è un caso che i pianeti occupino posizioni precise nel sistema solare e che questo non sia situato altrove nella galassia, dove probabilmente verrebbe bruciato dalle radiazioni cosmiche. La vita sulla Terra è resa possibile dal rispetto di migliaia di parametri e di rapporti quantitativi in delicato equilibrio tra sostanze: anche una minima variazione sarebbe sufficiente per rendere il Pianeta invivibile. E’ difficile credere che questo sia casuale. Si direbbe , piuttosto, che tutto sia stato progettato alla perfezione e tenuto in equilibrio, e tutto ciò PER noi !

“THE MAGIC” Quando all’improvviso ti rendi conto che niente è per caso, non puoi che provare un senso di immensa gratitudine per la vita, che sembra quasi esistere solo PER TE.”

BUONA GIORNATA A TUTTI!

Voglia di farcela

Ph Alfonse Pagano

Eccomi, sono pronta, riprendo il fiatto e continuo a combattere, proprio come Coleman.

Coleman pensava, nello stesso modo in cui pensava a scuola o durante una gara: escludi tutto il resto, non incamerare altro e immergiti nella cosa, nella materia, nella competizione, nell’esame: qualunque cosa tu voglia conoscere a fondo, cerca di diventare quella cosa. Poteva farlo nella biologia, poteva farlo nella corsa e poteva farlo nella boxe e nulla di esterno cambiava la situazione, ma anche nulla d’interno. Se tra la folla c’era della gente che gli urlava delle cose, Coleman poteva non prestarle attenzione e se il ragazzo con cui incrociava i guantoni era il suo miglior amico, poteva non prestare attenzione anche a questo. C’era un mucchio di tempo dopo il match per tornare a essere amici come prima.

“La macchia umana” – Phillip Roth

Colori

Scavate in fondo all’anima e troverete la vostra forza.

“Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino
Io sono il capitano della mia anima.”
                                      – Nelson Mandela –

Luoghi incantati

Continuo a credere che niente succede per caso. Sembrava una normalissima giornata passata in compagnia degli amici, quella di oggi. Una passeggiata in montagna, la solita mangiata a un ristorante con ampio spazio aperto per far giocare i bambini e per finire un’altra bella camminata. Come ultima destinazione avevamo deciso di andare sul monte Saiano, a Torriana (RN). Lì hai due scelte, da una parte puoi divertirti a far volare i sassolini sulla superficie del fiume Marecchia e dall’altra puoi seguire il sentiero che ti porta in cima alla montagna, al Santuario Madonna di Saiano. Al fiume eravamo già stati altre volte, senza mai avventurarci nell’altra direzione…

Da bravi esploratori, questa volta abbiamo optato per la seconda scelta. È un luogo apparentemente simile a un’altra qualsiasi zona di montagna, ma avvicinadoti al santuario,  si respira un’atmosfera mistica e vieni invitato, prima di tutto  a mantenere  il silenzio.

Poi continuando  a salire ci s’imbatte  dentro una bellissima forma d’arte, manifestazione d’amore e devozione.

Dopodiché proseguendo, sei invitato di nuovo a mantenere il silenzio, però  questa volta con l’aggiunta della preghiera.

E finalmente contempli la magica chiesa…

Arrivata a questo punto, ero già sopraffatta da un’emozione indescrivibile…

Siamo entrati e ci siamo seduti ad ascoltare il piccolo coro che cantava, ma come si può immaginare i bambini non ne avevano voglia di restare fermi la dentro, quindi hanno cominciato ad entrare e uscire, facendo alzare anche i papà. Io non volevo andare via, non potevo… non ero sola, una delle mie amiche era rimasta lì con me, provando le stesse emozioni. Dietro di noi c’era una piccolissima stanza e alla sua domanda su cosa potesse essere, ho risposto che doveva essere il confessionale. “Dai, ma che bello, mi voglio confessare!”, fu la sua istantanea risposta. Lei che non si confessava da vent’anni e proprio come me, non frequenta nemmeno le chiese, all’improvviso voleva confessarsi. Le ho detto di andare e qualche secondo dopo, avvicinandosi al prete, l’ho sentita chiederglielo e con un grande sorriso la vedo sparire dietro la porta…

Fuori pioviggionava e siccome la strada di ritorno era lunga bisognava andar via. Entrarono le bimbe per chiamarci ed io le dissi di andare avanti con il resto del gruppo e restai lì, in uno stato di beatitudine e con gli occhi umidi… il coro continuava a cantare.

Ho pianto… non riuscivo a smettere.

Dal 2001 ad oggi, in chiesa sono entrata soltanto per due funerali e un matrimonio.

Le conclusioni? Le lascio a voi…

Giorgiana